Arrested development, episodio 2.13 - Genitori e figliLa sit-com familiare è l'esempio più classico, e sotto certi punti di vista banale, di telefilm americano: presenta un budget quasi mai elevato, si gioca su situazioni e gag piuttosto cristallizzate ma comunque efficaci, e da decenni ironizza sulla società americana e sui suoi più evidenti difetti. In poche parole, una sit-com è spesso sinonimo di medietà: raramente se ne vedono di veramente brutte, ma altrettanto raramente si riesce a mettere in scena qualcosa di più del 'minimo sindacale'.
Un'eccezione rilevante a questa tendenza è rappresentata da 'Arrested development', serie di culto negli Stati Uniti che in Italia, se si esclude l'encomiabile lavoro del canale satellitare Fox, è però finora stata presentata poco e male, tanto che Mediaset l'ha confinata in terza serata (fascia oraria che per una sit-com familiare equivale al suicidio di ascolti), cambiandone perfino il titolo nel più furbetto 'Ti presento i miei...'. Eccezione perché la famiglia messa in scena da 'Arrested development' è probabilmente la più strampalata e acida del piccolo schermo, vicina, ma con un sarcasmo un po' meno grossolano, a quella dei Simpson: protagonista è Jason Bateman alias Michael Bluth, manager e padre che tenta di arrabattarsi tra un padre latitante, una serie di fratelli uno più 'schizzato' dell'altro e un figlio che, in questo momento, sembra preso dai primi turbamenti religioso-sessuali; ma più che i personaggi a stupire sono le situazioni, paradossali e ricche di non-sense, giocate su un livello comico elevato dal punto di vista dei riferimenti culturali eppure incredibilmente istintivo, corporeo, semplice.
E' forse proprio per questa complessità, che ne costituisce il principale pregio ma anche, per gli spettatori più disattenti, un limite, che la serie sembra ora vicina alla chiusura negli Stati Uniti, nonostante tre anni di premi e di grandi apprezzamenti da parte della critica: ancora una volta, purtroppo, l'alchimia per avere successo, in tv come in tutti gli altri mezzi di comunicazione, si basa solo in piccola parte sulla qualità del prodotto.
Filmografia essenziale di Portia de Rossi (31/1/1973): Sirene (1994) | Scream 2 (1997) | Ally McBeal (1998/2002, telefilm) | Stigmate (1999) | Cursed - Il maleficio (2005) Recensioni che parlano di Arrested development: Out of practice, episodio 1.6 - Figlio spezzacuore Articoli che parlano di Arrested development: Emmy: trionfano 'Angels in America' e i 'Sopranos' | Golden Globe: sfida all'ultima nomination | Assegnati i 'People's Choice Awards' | I vincitori dei Golden Globe | Emmy, sfida tra 'Desperate housewives' e 'Will & Grace' | Emmy: delusione per 'Desperate housewives' | Chiusura in vista per 'Arrested development' | Emmy: ignorati 'Desperate housewives' e 'Lost', vincono 'The office' e '24' Biografie che parlano di Arrested development: Charlize Theron | Heather Graham | Portia De Rossi Approfondimenti e speciali che parlano di Arrested development: Il meglio del 2005 Premi e nomination di Arrested development: Emmy 2006 (4 nomination) | Emmy 2005 (1 premio e 7 nomination) | Emmy 2004 (5 premi e 2 nomination)
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