'Il codice Da Vinci', il film tratto dal bestseller di Dan Brown, non smette di suscitare polemiche un po' in tutto il mondo, pur conservando in Italia la vetta della classifica degli incassi della settimana cinematografica (davanti a 'Omen - Il presagio'): l'ultima polemica arriva dalla Cina, dove il film è stato ritirato per ordine del governo, almeno ufficialmente per favorire la proiezione di film locali...
Già alla sua uscita, infatti, pare che la Chiesa ufficiale cinese avesse diramato un comunicato tra i suoi fedeli per far boicottare la pellicola, ma difficilmente si sarebbe potuto immaginare che anche in Cina il cattolicesimo, da anni bistrattato e perseguitato nelle sue organizzazioni legate a Roma, riuscisse ad influenzare su questo punto le decisioni del governo: invece proprio un quotidiano di stato ha annunciato in questi giorni che è stato diramato l'ordine di non proiettare più il film per venire in aiuto alla sofferente industria cinematografica cinese, 'soffocata', si sostiene, dalla risonanza e dalla potenza dei film stranieri. Inoltre, anche i media hanno ricevuto una nota dal governo in cui si chiede di non pubblicare più notizie sull'argomento, quasi a chiudere, preventivamente, eventuali polemiche sulla scelta, e sulle reali motivazioni della scelta stessa, da parte degli organi governativi.
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