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Wilco - A ghost is born

Wilco - A ghost is born
anno: 2004
etichetta: Nonesuch
tracklist:
1. At least that's what you said
2. Hell is chrome
3. Spiders (kidsmoke)
4. Muzzle of bees
5. Hummingbird
6. Handshake drugs
7. Wishful thinking
8. Company in my back
9. I'm a wheel
10. Theologians
11. Less than you think
12. Late greats
canzoni migliori: At least that's what you said e Less than you think (4,5/5)
data recensione: 24 luglio 2005
autore: -EF
visite: 6959
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 6.66/10 (3 voti)

Accolto come un capolavoro dalla critica, osannato tanto in America quanto in Inghilterra (e non per ultimo, in Italia), oggetto di culto tra gli appassionati di rock e pop di qualità eppure del tutto ignoto al grande pubblico, 'A ghost is born' ha, come pochi dischi usciti nell'anno scorso, saputo sollevare reazioni favorevoli e a volte addirittura entusiastiche da un po' tutto il mondo dell'industria discografica.

L'album è infatti un ottimo lavoro che rifugge dalle etichette di genere mescolando pop, rock, blues ed elettronica e presentando musica di buona sostanza, con melodie non inedite ma spesso originali e testi obliqui e intriganti. In effetti, fin dai primi ascolti i Wilco si confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, una delle band più interessanti della scena mondiale, capitanati da un leader, Jeff Tweedy, che probabilmente risulta tanto squinternato e al tempo stesso normale quanto le sue canzoni: ma è una conferma che, ci sembra, ancora non basta per decollare, per sfornare cioè un album perfetto o quasi. Nonostante trasudi di idee e spunti interessantissimi, 'A ghost is born' ci appare infatti spesso un disco incompleto, che qua e là riesce a trovare sì il giusto equilibrio tra melodia, acidità e introspezione, ma che spesso finisce anche per perderlo, per lasciarsi prendere la mano, per diventare, addirittura, un po' noioso ed eccessivo. Non grandi difetti, sia chiaro: le sbavature sono sempre piuttosto contenute e non colossali, ma sommate l'una all'altra tendono a dare un fastidioso senso di deriva e di scarso controllo dei propri mezzi espressivi.

Tweedy, anche grazie alla sua voce, si conferma, insomma, sempre più indispensabile ai Wilco, nel bene e nel male, cioè con tutti i suoi pregi ma anche con quelli che, ora come ora, appaiono essere i suoi limiti. Nonostante il 9 in pagella, l'impressione è che con una produzione un po' più oculata si sarebbe potuto ottenere qualcosa in più.

Discografia essenziale dei Wilco: A.M. (1995) | Being there (1996) | Summerteeth (1998) | Mermaid Avenue (1998, con Billy Bragg) | Yankee Hotel Foxtrot (2002)


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