Pino Daniele project - Passi d'autoreHa aggiunto un 'project' di fianco al suo nome, s'è messo a suonare assieme al 'Peter Erskine Trio', ha sfornato musiche in bilico tra canto gregoriano e Norah Jones e parole tra Jovanotti e Franco Battiato: così Pino Daniele ha già raggiunto, in pochi giorni, la testa delle classifiche scalzando nientemeno che Vasco Rossi, uno che di classifiche se ne intende.
Parafrasando il titolo di un suo vecchio disco, si potrebbe parlare però solo di un 'rinnovamento a metà': i due primi brani del disco sono folgoranti, uno più bello dell'altro, uno più profondo dell'altro, e lasciano sperare grandi cose, ma già 'Bella da vivere' rimette le cose in chiaro. Il Pino Daniele degli ultimi anni non si supera tanto facilmente, e quindi ecco tornare ritornelli simpatici ma spesso già sentiti, le classiche parole d'amore e, qua e là, un po' di pretenziosità che francamente disturba. 'La mia casa sei tu' sembra riallacciare il filo con i pezzi iniziali, salvo poi doversi ricredere con il lungo elenco di canzoni che portano alla fine del disco, spesso piuttosto scontate e prevedibili o, in alternativa, noiose. Il gioco del canto gregoriano regge solo finchè è usato nelle giuste dosi o inserito in melodie adatte, mentre i testi sembrano spesso aver contratto, come dicevamo, dei debiti con altri cantautori (neppure il 'Tango della buena suerte', dedicato a Diego Armando Maradona, convince pienamente dal punto di vista delle parole).
Un disco comunque buono, come tutti quelli sfornati dal cantante napoletano, ma che pecca in originalità (nonostante sembra voglia farsene invece un vanto) e non riesce a dare continuità ad alcuni ottimi spunti. Insomma, meglio i singoli dell'album completo.
Discografia essenziale di Pino Daniele (continua nella sua biografia): Nero a metà (1980) | Mascalzone latino (1989) | Un uomo in blues (1991) | Non calpestare i fiori nel deserto (1995) | Yes I know my way (1998, best)
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