Oscar Wilde - Il ritratto di Dorian GrayCapolavoro di Oscar Wilde e opera più alta del decadentismo in letteratura, 'Il ritratto di Dorian Gray' è per molti versi debitore al filone inaugurato da Joris-Karl Huysmans (probabilmente è proprio 'Controcorrente' il libro giallo «che avvelena Dorian») e proseguito da Gabriele D'Annunzio ne 'Il piacere', anche se rispetto a questi due predecessori si è guadagnato giustamente una fama ancor più ampia.
Come 'La metamorfosi' o 'Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde', l'unico romanzo di Wilde non è solo un libro ben riuscito o un classico, ma è divenuto un emblema, un simbolo di un'epoca e più in generale di una situazione esistenziale almeno in parte comune a tutti gli uomini. Talora, proprio in quanto simbolo, il suo messaggio è stato banalizzato arrivando a farne perfino uno spunto per qualche puntata di un cartone animato (come è successo per i 'Simpson'), eppure dietro questi libri c'è sempre il pregio di essersi resi mediatori ed interpreti di problematiche forti ed universali: in Wilde al centro c'è il contrasto umano fra l'apparire e l'essere, fra esteriorità ed interiorità, e la chiave del romanzo e l'intensità, oltre alla bravura, con cui è stato scritto sono dovute proprio all'esperienza personale dello scrittore, visto che il rapporto apparire-essere nella società puritana del periodo vittoriano in cui si trovò a vivere Wilde ebbe una grande e rinnovata forza (i due anni di carcere per immoralità ed omosessualità furono infatti per lo scrittore un forte scotto da pagare dopo tutta la polvere sollevata nella ovattata società borghese della Gran Bretagna).
Di ottimo valore sono i personaggi, a prescindere da Dorian con la sua divina bellezza; in particolare Lord Wotton il cinico, l'ammaliante corruttore, il pittore che interpreta il moralista, la coscienza così odiata da Dorian. E nella storia la mistica promessa-richiesta fatta dal giovane dandy davanti alla tela e il quadro stesso danno alla vicenda quella forza e presa letteraria che certo mancò ad altri.
Bibliografia essenziale di Oscar Wilde (continua nella sua biografia): Il principe felice (1888) | Un marito ideale (1895) | L'importanza di chiamarsi Ernesto (1895) | Salomé (1896) | De profundis (1905, postumo) Recensioni che parlano di Oscar Wilde: Carlo Goldoni - La locandiera | George Bernard Shaw - Pigmalione | Oscar Wilde - L'importanza di chiamarsi Ernesto | Robert Louis Stevenson - Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde Articoli che parlano di Oscar Wilde: All'asta un capitolo inedito de 'Il ritratto di Dorian Gray' | La Penguin sceglie i suoi classici Biografie che parlano di Oscar Wilde: Joris-Karl Huysmans | Oscar Wilde Schede che parlano di Oscar Wilde: Joris-Karl Huysmans - Controcorrente | L'importanza di chiamarsi Ernest | Oscar Wilde - De profundis
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