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Underground

Underground
Francia/Jugoslavia/Germania/Ungheria, 1995, 194 min.
regia: Emir Kusturica
sceneggiatura: Dusan Kovacevic ed Emir Kusturica (dal romanzo 'Bila jednom jedna zemlja' di Dusan Kovacevic)
con: Miki Manojlovic, Lazar Ristovski, Marjana Jokovic, Slavko Stimac, Ernst Stotzner, Milena Pavlovic, Srdjan Todorovic, Mirjana Karanovic
data recensione: 22 ottobre 2004
autore: -EF
visite: 2158
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 5.2/10 (5 voti)

Palma d'oro a Cannes e dotata di uno straordinario senso visionario, 'Underground' è l'opera che ha dato notorietà a Kusturica, prima di allora quasi sconosciuto poeta della vita e della musica gitane, e che assieme al regista ha lanciato a livello europeo l'altrettanto bravo Goran Bregovic, responsabile della travolgente colonna sonora del film.

Sfruttando una storia di certo non nuova e a quanto pare tratta almeno in parte dalla realtà (quella delle persone che rimangono nascoste sottoterra a lungo dopo il secondo conflitto mondiale pensando che la guerra stia ancora continuando), Kusturica costruisce il suo film più complesso sia dal punto di vista dei personaggi che del concetto, un film che vuole ricollegare gli eventi dell'invasione nazista a quelli della guerra civile degli anni '90 quando appunto chi aveva vissuto per quarantacinque anni sottoterra riemerge trovando la Jugoslavia ancora una volta martoriata dal conflitto. Una pellicola che mostra i propri pregi maggiori nei personaggi, realistici e grotteschi allo stesso tempo, nell'ironia che pervade ogni singola inquadratura ma anche nella capacità di scegliere, quasi sempre, l'angolazione e la messa in scena migliore per riempire di significato ogni sequenza. Le qualità del regista serbo, insomma, emergono alla grande, trovando un limite forse solo nella parte finale del film, davanti alla difficoltà di narrare l'attualità: la Jugoslavia contemporanea è dipinta con incertezza, con una certa confusione sia concettuale che filmica, e non riesce a reggere il confronto con quella ricreata nella fantasia, più libera e sciolta, del passato.

La parodia, sia del comportamento umano che del regime titino, rimane comunque per gran parte del film una delle più riuscite, acide e divertenti della storia del cinema, ed il finale solo lievemente più sciatto può essere anche visto come l'ennesima dimostrazione della strabordanza di Kusturica, sempre pronto a strafare, spesso ottenendo risultati egregi ma altre volte finendo anche per impoverire almeno in parte le sue opere.

Filmografia essenziale di Emir Kusturica (24/11/1954): Ti ricordi Dolly Bell? (1981) | Papà è in viaggio d'affari (1985) | Il tempo dei gitani (1989) | Arizona dream (1993) | Gatto nero, gatto bianco (1998)



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