Frankenstein juniorGià molti anni prima di 'Scary movie' e dei suoi epigoni esistevano delle commedia, nel cinema americano, che riuscivano ad essere pungenti e vivaci anche sfruttando i cliché di un genere come l'horror, forse il più semplice e banale da parodiare. L'esempio classico è sicuramente 'Frankenstein junior', da un certo punto di vista la vetta più alta della carriera di Mel Brooks e vero e proprio film di culto in grado di leggere in profondità e reinterpretare i meccanismi del cinema del brivido.
Oltre a far ridere, insomma, le avventure del nipote del dottor Frankenstein, interpretato da un ispirato Gene Wilder, riescono anche a far paura, immerse in un bianco e nero che trasuda letteralmente di maestosità ed orrore. Gli archetipi del genere ci sono tutti: l'abbandono dei colori, il castello sinistro, i personaggi ambigui (a cominciare da Frau Blucher fino al mitico e indimenticabile Igor, letto 'Aigor', di Marty Feldman), gli esperimenti ed i trapianti dai cadaveri, alla fine perfino il mostro, anche se si tratta del mostro più strampalato della storia del cinema. E soprattutto a non mancare sono le gag, calate al momento giusto e giocate sempre al limite del non-sense, forse non travolgenti ma sempre argute ed adatte a diventare materia pregiata per i cultori del genere.
Una pellicola distante anni luce dalla produzione di oggi, anche se la tendenza alla demenzialità ed i doppi sensi erano già presenti anche qui: trattati non tanto con maggior gusto ma sicuramente con un grande amore verso l'impianto narrativo che nei film più recenti purtroppo sembra mancare.
Filmografia essenziale di Gene Wilder (vero nome: Jerome Silberman, 11/6/1933): Gangster story (1967) | Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971) | Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974) | La signora in rosso (1984) | Non guardarmi: non ti sento (1989)
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