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I vitelloni

I vitelloni
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Italia/Francia, 1953, 103 min.
regia: Federico Fellini
sceneggiatura: Ennio Flaiano, Federico Fellini, Tullio Pinelli
cast: Franco Interlenghi, Alberto Sordi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Eleonora Ruffo, Jean Brochard, Claude Farell
data recensione: 6 marzo 2003
autore: -EF
visite: 3695
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voto recensore: 8/10
voto utenti: 4.66/10 (6 voti)

Come omaggio al recentemente scomparso Alberto Sordi abbiamo scelto di recensire 'I vitelloni' di Federico Fellini, un film dove magari l'attore romano non figura come protagonista ma in cui recita comunque una parte memorabile, in una delle sue più intense e vive caratterizzazioni.

I 'vitelloni' del titolo sono un gruppo di ragazzotti di provincia che passano il loro tempo bighellonando, senza un lavoro serio né impegni nella vita, come Fausto, che si è da poco sposato dopo aver messo incinta l'ingenua Sandra ma che continua a fare il cascamorto con le altre donne. Quanto sono simili, questi trentenni, a quelli di Gabriele Muccino ne 'L'ultimo bacio', trasmesso tra l'altro qualche sera fa in prima tv, proprio la sera stessa in cui noi della redazione ci siamo messi a guardare 'I vitelloni'? Quanto sono simili, ma quanto diverso è il film, e, bisogna dirlo, la qualità. Gli eroi di Muccino sono trentenni presi pari pari dalla pubblicità, dalle indagini di mercato, da qualche programma della domenica pomeriggio (potrebbero fare tutti gli ospiti da Maurizio Costanzo). Quelli di Fellini, invece, sono personaggi vivi, veri, ambigui, ma soprattutto con alle spalle un pensiero positivo, un'idea, una critica. Il messaggio di Muccino sembra essere quello più semplice e facile: la fedeltà non va più bene, il tradimento fa bene alla coppia. Fellini (ed Ennio Flaiano), invece, analizzano la cosa in profondità, guardando gli errori e le superficialità dei personaggi, eterni bambini incapaci di crescere. Quando, in un vero e proprio delirio da latin lover, ci prova con la moglie del suo datore di lavoro, Fausto viene chiamato in casa e licenziato, ma il padrone prima gli parla e gli sintetizza una morale diversa, delle piccole cose, che sembra esattamente opposta a quella chiassosa e superficiale di Muccino: «Noi non usciamo tanto spesso, la sera, passiamo più che altro le serate qui in casa: io leggo un libro, lei lavora a maglia; e non ci annoiamo, non ci annoiamo mai. E sa perchè? Perché ci vogliamo bene».

Sordi, poi, ha un personaggio molto simile a quelli che spesso ha interpretato (un fanfarone, squattrinato e fifone), ma che finalmente rivela anche le sue debolezze, che piange, che si sente un po' un fallito. Memorabili le scene del carnevale, in cui ubriaco e vestito da donna balla con una testa gigante presa da un carro, e quella in cui urla, dalla macchina in corsa, una pernacchia ai 'lavoratori', salvo poi dover fuggire a piedi a causa della rottura dell'auto. Da vedere e gustare, anche se forse per i canoni d'oggi può risultare un po' lento (ma non troppo).

Filmografia essenziale di Federico Fellini (continua nella sua biografia): Lo sceicco bianco (1952) | La strada (1954) | La dolce vita (1960) | 8 e mezzo (1963) | Amarcord (1973)


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