La tigre e la neveLa carriera da regista di Roberto Benigni, probabilmente la star italiana attualmente più conosciuta nel mondo, è stranissima: fino a metà degli anni '90 ha creato film che, via via, si sono sempre più perfezionati verso un modello di comicità disimpegnata, intelligente ma al tempo stesso leggera; poi, con 'La vita è bella', tutto è cambiato: Benigni ha azzeccato la formula giusta per sbancare il botteghino in ogni angolo del pianeta, una formula che mischiava la sua tradizionale e istintiva comicità ad un forte pathos, e da quel punto in poi non si è più potuti tornare indietro.
Anche 'La tigre e la neve', film appena uscito che, secondo alcuni, avrebbe dovuto far dimenticare il clamoroso flop di 'Pinocchio', dimostra infatti come il regista aretino sia ormai chiuso in un genere comico-drammatico che lui stesso ha sì inventato, ma che forse non gli è del tutto congeniale: il delicato e malinconico equilibrio tra queste due componenti che aveva fatto innamorare milioni di spettatori ai tempi de 'La vita è bella' qui si trova infatti solo a tratti, mentre in generale la trama appare spesso banale e scontata, con qualche passaggio poco comprensibile (ad esempio la fine del poeta arabo interpretato dal bravo Jean Reno) ed altri invece fin troppo melodrammatici. Peccato perché Benigni sembra mettercela davvero tutta, sia come attore che come autore, proponendo, e questi sono i punti migliori di tutta la pellicola, la sua filosofia di vita basata su un vitalismo poetico ottimista davanti alle avversità, testardo e a volte perfino onirico.
Se l'obiettivo principale, come ha dichiarato Benigni in molte interviste in questi giorni, era quello di emozionare, il film ha però fallito: le emozioni sono poche e sono tutte dirette all'umanità di Attilio/Benigni più che alla storia, senza contare che troppe cose, nell'insieme, appaiono sotto la media (attori di contorno, tra cui la stessa Braschi, scenografia, fotografia e perfino la melensa colonna sonora di Nicola Piovani). Un film, forse, da cui tutti si aspettavano troppo: e se ne è pagato lo scotto.
Filmografia essenziale di Roberto Benigni (continua nella sua biografia): Non ci resta che piangere (1985) | Il piccolo diavolo (1988) | Johnny Stecchino (1991) | Il mostro (1994) | La vita è bella (1997) Articoli che parlano di La tigre e la neve: Uscirà ad ottobre il nuovo film di Benigni Biografie che parlano di La tigre e la neve: Roberto Benigni
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