Apocalypse nowProlisso e debordante, maestoso eppure intimo, soprattutto nella sua versione lunga (ribattezzata 'Redux') 'Apocalypse now' si dimostra come uno dei film più importanti e controversi della storia del cinema, un film senza compromessi, che si ama o si odia, che si fa proprio o che stanca e annoia. Un film estremo fin dalla sua lavorazione, durata tre anni in mezzo alla giungla tra crisi isteriche del cast e manie di perfezionismo di Coppola.
Traspozione di 'Cuore di tenebra' all'interno della guerra del Vietnam, 'Apocalypse now' ha l'ambizione, come il suo antecedente letterario, di trascendere la storia in sé e per sé e di rappresentare una sorta di viaggio nell'inconscio e nelle parti più oscure dell'animo umano, rappresentate da un Kurtz-Marlon Brando mai così carismatico e tenebrosamente affascinante. Una specie di discesa agli inferi in cui spicca il tenente colonnello Kilgore (un ottimo Robert Duvall), ufficiale con la passione per il surf che attacca i villaggi vietnamiti al suono della Cavalcata delle valchirie, ed in cui Coppola manifesta tutte le sue qualità: fotografia evocativa (del nostro Vittorio Storaro) anche e soprattutto nell'uso dei chiaroscuri quando entra in scena Brando, inquadrature perfette, messa in scena densa di significati.
Tanta carne al fuoco, però, che tende in alcuni punti a sforare nell'eccessivo, tanto che, tutto sommato, ci sembra preferibile la versione classica del film al 'director's cut' uscito qualche anno fa. Segno che, anche per Coppola come per tanti altri artisti, la collaborazione con produttori interessati anche al ritorno economico non è sempre sinonimo di svendita e perdita dei valori artistici di un'opera.
Filmografia essenziale di Robert Duvall (5/1/1931): Mash (1970) | Il padrino (1972) | Quinto potere (1976) | Un giorno di ordinaria follia (1993) | Fuori in 60 secondi (2000) Recensioni che parlano di Apocalypse now: Il padrino | Joseph Conrad - Cuore di tenebra Articoli che parlano di Apocalypse now: Addio al padrino: è morto Marlon Brando | Denise Richards chiede il divorzio a Charlie Sheen | 'Francamente me ne infischio' è la frase più famosa del cinema
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