Jiro Taniguchi - L'uomo che camminaNel mondo dei fumetti, l'evento editoriale degli ultimi anni (e forse dell'intero decennio) è stata sicuramente la collana 'I Classici del Fumetto di Repubblica', che tra prima e seconda serie ha ormai sfornato una invidiabile serie di volumi proponendo una rassegna del meglio della produzione mondiale. Con, però, un'unica eccezione: il Giappone ed i suoi manga.
Un po' per scelta editoriale (la stretta serialità dei fumetti nipponici mal si adatta con un volume unico), un po' per difficoltà legate ai diritti, le serie made in Japan sono state infatti pressoché ignorate visto che gli unici mangaka a figurare nell'elenco sono Katsuhiro Otomo e Jiro Taniguchi; indubbiamente, quest'ultimo, uno dei grandi nomi del panorama nipponico ma anche uno di quegli autori che più si discostano dal tipico modo di far fumetti della sua patria, avvicinandosi anzi ad uno stile almeno narrativamente europeo. 'L'uomo che cammina', che Planet Manga aveva già pubblicato qualche anno fa, si pone infatti agli antipodi delle classiche commedie o dei manga d'azione che vanno per la maggiore un po' in tutto il mondo: al centro, molto semplicemente, un uomo che passeggia nelle vie periferiche di una grande città, lasciandosi affascinare dalla natura, dal paesaggio, dalle situazioni quotidiane. Davanti a trame appassionanti, ammiccamenti erotici e dialoghi fin troppo incalzanti che contraddistinguono il manga mainstream, insomma, Taniguchi propone storie banalissime, spesso quasi mute ma disegnate con grande cura e uno stile invidiabile.
Repubblica, e soprattutto la Panini (che ha curato entrambe le serie dei 'Classici'), hanno quindi scelto il più occidentale, e probabilmente il più 'autoriale' degli autori giapponesi, con una storia assai affascinante dal punto di vista grafico ed emozionale, ma che rischia di dire poco a noi italiani: l'elegia della natura e dell'ozio, infatti, possono avere un senso profondo in un Giappone dove tutto è sempre fin troppo caotico, ma la loro funzione viene fortemente ridimensionata in un'Italia ancora oggi fatta di piccole città, campagne e ritmi ben meno vorticosi. Ad ogni modo un fumetto visivamente molto valido.
Fumettografia essenziale di Jiro Taniguchi (14/8/1947): Ai tempi di Bocchan (1984) | Al tempo di papà (1994) | Gourmet (1997) | Allevare un cane e altri racconti (2000) | Icaro (2001)
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