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Il New York Times rivela: «J.T. Leroy non esiste»

postato il 10-01-2006 alle ore 14:02 da scrip


Libri

Sconvolgente rivelazione nel mondo dell'editoria non solo americana ma mondiale: il giovane scrittore J.T. Leroy, autore di libri di successo come 'Sarah' e 'Ingannevole è il cuore più di ogni cosa', in realtà, secondo il New York Times e altre voci autorevoli, non esiste e non è mai esistito. Il nome di Leroy, in pratica, sarebbe solo uno pseudonimo dietro a cui si nasconde la quarantenne Laura Albert...

La copertina di 'Ingannevole è il cuore più di ogni cosa'L'articolo, pubblicato ieri mattina dal New York Times e firmato dal giornalista Warren St. John (la versione online si può leggere qui), fa seguito ad un'altra inchiesta uscita nello scorso ottobre sul magazine 'New York', che però sollevava solo dubbi senza dare risposte. Ora, invece, le risposte sembrano proprio esserci: St. John infatti dimostra, tramite le testimonianze degli agenti dello scrittore e del produttore di un film tratto dalle sue opere, che il J.T. Leroy che appare di tanto in tanto in pubblico non è un uomo e soprattutto non si chiama J.T. Leroy, ma è in realtà Savannah Knoop, una sorta di controfigura; la conferma arriva dal confronto di foto diverse e dalla testimonianza di chi ha lavorato con la Knoop. Ma chi è Savannah, e soprattutto cosa c'entra con Leroy? Il mistero è presto svelato: secondo quanto fino a ieri si sapeva della biografia del giovane scrittore, il ragazzo, nato nel 1980 in West Virginia, sarebbe stato raccolto e allevato ancora teenager da una coppia di musicisti, Laura Albert e Geoffrey Knoop, che l'avrebbero aiutato ad uscire dalla dipendenza dalla droga e a psicanalizzare i suoi traumi infantili. Ora si scopre, però, che quando appare in pubblico lo scrittore è interpretato appunto da Savannah Knoop, che è in realtà la sorellastra di Geoffrey Knoop, quello che sarebbe il suo patrigno. Ma le prove di St. John non finiscono qui: qualche tempo fa Leroy ha scritto un articolo proprio per il Times, o meglio per il suo supplemento sui viaggi ('T: travel'), dedicato ad EuroDisney. L'articolo non è mai stato pubblicato (proprio perché, quando sono sorti i primi dubbi sulla reale identità di Leroy, il quotidiano ha voluto delle rassicurazioni dallo scrittore che non sono però mai arrivate), ma l'accordo col Times prevedeva che il giornale pagasse a Leroy anche le spese di viaggio a Parigi: quando l'editore è andato a controllare, però, ci si è resi conto che mentre l'articolo parlava di un viaggio in 4 persone, negli alberghi della capitale e nei voli figuravano solo 3 viaggiatori. Al personale degli alberghi si sono presentati infatti una donna, il marito e il figlio piccolo (da notare che Laura Albert e il marito hanno anche un figlio naturale), e che proprio la donna si è presentata come J.T. Leroy: davanti ai dubbi degli impiegati degli alberghi, che sostenevano di avere una prenotazione effettuata a nome di un uomo, la donna ha risposto di aver recentemente cambiato sesso tramite un'operazione. Insomma, Leroy sembra non esistere proprio, anche perché sia la Albert che il marito e la di lui sorellastra si sono ripetutamente rifiutati di rispondere alle domande di St. John, dando quindi credito alle ipotesi di un falso: non tanto per lo pseudonimo in sé, quanto piuttosto per il fatto che le grandi vendite dei libri di Leroy si basano in buona parte sulla supposta veridicità delle storie che raccontano e sulla confessione dello scrittore di essere malato di Aids, confessione che ha suscitato la simpatia e l'aiuto di numerose rockstar e altrettanti scrittori e attori. Secondo l'articolo apparso a ottobre sul 'New York', Laura Albert e il marito Geoffrey Knoop sarebbero invece dei musicisti irrealizzati che avrebbero inventato il personaggio di Leroy per avere facile accesso ai circoli letterari e nei salotti artistici americani.



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