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Victor Hugo - Notre-Dame de Paris

Victor Hugo - Notre-Dame de Paris
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edizione originale: 1831
data recensione: 1 maggio 2004
autore: Ci
visite: 17691
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 7.4/10 (5 voti)

Victor Hugo è senz'altro uno dei più importanti e ricordati scrittori francesi, in particolare per quelli che sono considerati veri e propri capolavori come 'I miserabili' e 'Notre-Dame'. La sua importanza in ambito letterario e anche politico è testimoniata dal grande affetto che sempre gli ha riservato il popolo francese e in particolare quello parigino, tanto che ai suoi funerali, nel 1885, parteciparono ben due milioni di persone (ed ora il suo corpo è sepolto al Pantheon).

E il protagonista della storia ravvivata negli ultimi anni dal musical che ne ha tratto Riccardo Cocciante è forse, assieme alla maestosa chiesa di Notre-Dame che si fonde, in qualche maniera, con il gobbo Quasimodo, proprio la folla parigina, la massa nel suo insieme, di cui Hugo vuole sottolineare la forza, l'impulso, la carica prorompente. Oltre ai protagonisti 'ufficiali', ci troviamo infatti davanti una selva di personaggi di contorno che appaiono per brevi momenti ma sono ottimamente delineati, perfino più degli stessi protagonisti che sembrano in parte stereotipati (come Esmeralda e l'arcidiacono, ad esempio). Ma numerosi altri aspetti meritano di essere sottolineati in quest'opera: intanto è scritta con una prosa impeccabile, a tratti quasi lirica; una prosa inserita però in una forma-romanzo drammatica veramente innovativa per il periodo. Hugo si dilunga in maniera interminabile nella descrizione di Parigi, della chiesa e delle modifiche che ad essa sono state apportate nel tempo; capitoli interi dedicati all'arte, all'architettura, che furono addirittura persi e re-introdotti nelle edizioni successive alla prima: non c'è solo il romanzo, insomma, la storia va avanti a strappi, interrotta costantemente da queste divagazioni erudite. Tutto ciò rallenta e appesantisce la trama, soprattutto considerando i ritmi richiesti dal lettore moderno, abituato di certo ad una narrazione più spedita e non a trovarsi, all'improvviso, dei saggi d'arte; una narrazione che però accelera nel catastrofico finale, un finale che la Disney, nella sua riduzione cinematografica a cartoni animati, ha volutamente cambiato per rendere il film maggiormente adatto ad un pubblico infantile (e, onestamente, non ci sentiamo di darle torto).

Hugo è quindi scrittore a tutto tondo, che impasta passioni romantiche e saggi storici (come d'altronde prevedeva la poetica di uno dei padri del romanticismo). Scelte coraggiose, anche se difficili da digerire oggi; come rispondeva Gidé, alla domanda su chi fosse il più grande scrittore di sempre: «Victor Hugo, purtroppo».

Bibliografia essenziale di Victor Hugo (26/2/1802 - 22/5/1885): Cromwell (1827) | L'ultimo giorno di un condannato a morte (1829) | Il re si diverte (1832) | I miserabili (1862) | L'uomo che ride (1869)


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