Umberto Eco - Il nome della rosa'Il nome della rosa' è l'opera prima in qualità di romanziere, e sicuramente quella che ha riscontrato il maggior successo commerciale e di critica, di Umberto Eco, già allora affermato intellettuale e professore universitario di semiotica (ed oggi probabilmente l'uomo di lettere italiano più famoso al mondo).
Un romanzo che si presenta fin dalle prime battute come un testo intellettualmente piuttosto complesso ma che si riallaccia (pur rimanendo difficilmente inquadrabile) a due solide tradizioni di genere: quella del giallo e quella del romanzo storico. Un'ambiguità che nel tempo ha sicuramente portato notevoli problemi a quei molti lettori curiosi che speravano di trovarvi, forse fuorviati dal film interpretato da un ottimo Sean Connery, soprattutto una trama gialla e molta suspense: le innumerevoli e particolareggiate descrizioni, le citazioni latine ed i frequentissimi riferimenti storici degni degli specialisti, invece, saranno probabilmente state apprezzate a fondo solo da un ristretto pubblico di eruditi e avranno a volte appesantito un po' la lettura dei molti lettori di cultura medio-bassa. Il testo è infatti lontano dai semplici romanzi d'avventura tanto di moda in questi anni che si vantano di un'ambientazione pseudo-storica o mitologica come le saghe di Jack Whyte o di Christian Jacq (che hanno però il pregio di apparire senz'altro più godibili); non vuole solo raccontare la risoluzione in sette giorni di un assassinio avvenuto in un'abbazia medioevale, ma vuole entrare nel medioevo stesso, fingendo di basarsi su un manoscritto coevo ai fatti e riproducendo l'antica mentalità ed i luoghi alla perfezione. L'incappare talora anche in un eccesso di parole fa sorridere se si pensa che proprio Eco, nella sua introduzione a 'Il conte di Montecristo', in un certo senso stigmatizzava l'eccessiva verbosità di Dumas (che veniva però pagato a righe).
E, per finire, anche i personaggi appaiono ben delineati e credibili: primo fra tutti il protagonista Guglielmo di Baskerville, azzeccato incrocio fra il filosofo Guglielmo d'Occam e Sherlock Holmes, dotato di un carattere deciso e di grandissima ironia tanto da rivelarsi un maestro perfetto. Sarà a lungo ricordato dal lettore assieme al giovane Adso da Melk, narratore con cui spesso ci si immedesima, e al venerabile Jorge, che cieco e così stranuamente legato alla biblioteca non potrà non farci pensare a Jorge Luis Borges.
Bibliografia essenziale di Umberto Eco (5/1/1932): Lector in fabula (1979) | Il pendolo di Foucault (1988) | L'isola del giorno prima (1994) | Baudolino (2000) | La misteriosa fiamma della regina Loana (2004) Recensioni che parlano di Umberto Eco: Johnny Hart - L'enciclopedia di B.C. | Peanuts #8 - Coraggio, Charlie Brown! | David Lodge - Il professore va al congresso | Paolo Rossi - Era meglio morire da piccoli? | Umberto Eco - La misteriosa fiamma della regina Loana Articoli che parlano di Umberto Eco: Dai 6 milioni di Ken Follett ai 5 mila di Piperno: i guadagni degli scrittori Biografie che parlano di Umberto Eco: Quino Schede che parlano di Umberto Eco: Il nome della rosa | Umberto Eco - Baudolino | Umberto Eco - Come si fa una tesi di laurea
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