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Robert Louis Stevenson - Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde

Robert Louis Stevenson - Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde
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titolo originale: The strange case of dr. Jekyll and mr. Hyde
edizione originale: 1885
data recensione: 14 novembre 2005
autore: Ci
visite: 72476
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voto recensore: 10/10
voto utenti: 9.5/10 (4 voti)

Non è un caso che Dylan Dog, uno dei fumetti di maggior successo in Italia, abbia scelto come ambientazione Londra, una città che raramente entra nel mondo dei comics: con la sua nebbia e le sue piogge, coi suoi chiaroscuri, il panorama post-industriale e le sue notti, Londra è da sempre uno dei punti di riferimento principali per l'immaginario dell'orrore. E ancora di più lo era a fine Ottocento, quando i fatti di cronaca legati ai misfatti di Jack lo squartatore e, in letteratura, 'Il ritratto di Dorian Gray' di Oscar Wilde e la storia di Jekyll e Hyde ideata da Robert Louis Stevenson (celebre, allora, più per il suo libro per ragazzi 'L'isola del tesoro' che non per scritti horror) ne esaltarono il lato oscuro, macabro e misterioso.

Ma non è solo per l'atmosfera di fondo che il libro di Stevenson è stato tramandato fino a noi ed è diventato un classico della letteratura di ogni tempo (basti pensare alle innumerevoli trasposizione cinematografiche, da quella con Spencer Tracy alla più recente, e orientata da un diverso punto di vista, della 'Mary Reilly' interpretata da Julia Roberts): il racconto del dottore che scopre una pozione in grado di far emergere il proprio lato oscuro, trasformandosi in un mostro di cattiveria e deformità, è un classico anche e soprattutto perché è una sorta di mito contemporaneo, in grado di cogliere, dietro gli avvenimenti fantastici, una realtà di fondo della natura umana. Come un mito greco, infatti, la rappresentazione di Jekyll e Hyde va ben oltre il dramma privato del medico assetato di scienza in maniera quasi faustiana, e diventa il dramma di tutti gli uomini, perennemente divisi nelle loro due facce, nei due volti della loro anima: il lato buono, servizievole, generoso, e quello avido, egoistico, perfino violento. E' su questa dicotomia un po' manichea ma profondamente efficace che Stevenson fonda il suo romanzo, dimostrandosi anche un eccellente narratore: la storia gialla procede con un ritmo incalzante, ben sostenuta da interessanti soluzioni narrative come la presenza di altri narratori, incuriositi dagli eventi ma pur sempre super partes, o quella fantastica antinomia fra la porta signorile dell'ingresso che dà sulla piazza e l'oscura porticina sul retro che dà sul vicolo.

Un romanzo complesso, quindi, che parte dal contrasto interiore dell'animo umano e arriva a trattare temi attualissimi, oggi come allora, come quelli che riguardano i confini della scienza, la difficoltà dell'uomo a staccarsi dal vizio oppure l'impossibilità di dividere completamente il bene dal male. Un capolavoro, quindi, che ha aperto la strada a molti altri romanzi e, potremmo dire, anche ad una maggior introspezione nell'animo dei personaggi.

Bibliografia essenziale di Robert Louis Stevenson (13/11/1850 - 3/12/1894): Un viaggio nell'entroterra (1878) | Le nuove mille e una notte (1882, racconti) | L'isola del tesoro (1883) | Rapiti (1886) | Passatempi di una notte nell'isola (1893, racconti)


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