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Michail Bulgakov - Il Maestro e Margherita

Michail Bulgakov - Il Maestro e Margherita
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titolo originale: Master i Margarita
edizione originale: 1967 (ma scritto tra il 1928 e il 1940)
data recensione: 27 dicembre 2002
autore: -EF
visite: 22418
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 8.41/10 (12 voti)

Tradotto in occidente solo nel 1967, ma scritto e riscritto più volte tra il 1928 e il 1940 nell'URSS di Stalin, il capolavoro di Michail Bulgakov è un prodigioso esempio della capacità inventiva umana e del grande talento dello scrittore sovietico, durante tutta la vita perseguitato per le sue critiche contro la società post-rivoluzionaria.

Un libro che ha più livelli di lettura: da un lato quello più prettamente narrativo, con la storia dei due protagonisti e di chi li aiuta a ritrovarsi (non credo di svelare nulla, visto che è chiaro fin dall'inizio, che questi è addirittura il diavolo); dall'altro uno più mistico e religioso, visto che 'Il Maestro e Margherita' può essere benissimo letto come una vera e propria riscrittura del Vangelo. Una riscrittura - sia chiaro - non atea, come ci si potrebbe aspettare da uno scrittore sovietico, ma - ed è questo il motivo delle persecuzioni - cristiana, più umana e verosimile, da un certo punto di vista, ma completamente diversa da quella ufficiale. Il libro che il Maestro ha scritto, e per il quale è stato costretto in manicomio, è proprio una sorta di Vangelo apocrifo, centrato sulle figure di Gesù (chiamato Yeshua) e Pilato, oltre che su Levi Matteo, secondo la tradizione cristiana autore di uno dei quattro Vangeli ufficiali.

Ma è un libro sul quale e del quale si potrebbe parlare per ore, interpretando e spiegando, oppure ridendoci sopra. E' uno dei rari esempi di un libro che sa mischiare sacro e profano, la solennità della Passione di Cristo e il divertimento degli scherzi pazzi che gli aiutanti del diavolo seminano lungo tutta Mosca, spaventando e facendo impazzire chi gli si para davanti. Ma il male, come si capisce anche dalla citazione iniziale tratta dal 'Faust' di Goethe, non è nel diavolo, ma negli uomini. Sono i moscoviti a produrre il male, non il diavolo. Ed è questo che rende il romanzo, pur negli ammiccamenti e negli scherzi, un romanzo triste, amaro. L'unica cosa che salva l'uomo dal male dei suoi simili è - e può essere solo - l'amore, quello così forte e inamovibile che il Maestro e Margherita provano l'uno per l'altra.

Bibliografia essenziale di Michail Bulgakov (continua nella sua biografia): Memorie di un giovane medico (1917) | Diavoleide (1923) | Le uova fatali (1925) | Cuore di cane (1925) | I giorni dei Turbin (1926, teatro)


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