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Giovanni Verga - I Malavoglia

Giovanni Verga - I Malavoglia
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prima edizione: 1881
data recensione: 4 febbraio 2004
autore: -EF
visite: 7125
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voto recensore: 10/10
voto utenti: 7.33/10 (3 voti)

Nonostante sia odiato dai studenti che sono costretti a leggerlo a scuola, 'I Malavoglia' di Giovanni Verga è a nostro avviso uno dei più grandi capolavori del romanzo italiano, perchè riesce a coniugare in un equilibrio perfetto l'emozione e il racconto, mettendoci dentro anche una precisa idea della vita ed uno stile impareggiabile nella sua nudità e nel suo essere, puramente e semplicemente, realista.

Tramite il capolavoro di Verga (che altrove ha dato prove notevolmente inferiori) impariamo e condividiamo tutte le sofferenze della famiglia di Aci Trezza, le loro speranze ed insieme le loro delusioni, in un quadro dove si trovano i nostri stessi vizi e le nostre stesse virtù e dove ciò che emerge, o meglio che rimane, alla fine sono i legami familiari, gli affetti, anche se sconfitti pure loro. Un romanzo che, se letto per essere scoperto e non per forza, è un vero pugno allo stomaco e lo è anche adesso, quando tutto è cambiato, quando (almeno si spera) non c'è più quella miseria che c'era a fine '800, quando gli effetti della rivoluzione industriale e dell'economia moderna sono il nostro pane quotidiano: il gusto arcaico de 'I Malavoglia' non risiede infatti nel concetto, nell'idea di fondo, ma solo nel contorno, mentre tutto ciò che avviene nel libro potrebbe avvenire anche oggi, solamente cambiando pochi fattori. Un verismo che si concentra sui più umili, il verismo più vero che l'Italia abbia avuto mai, più vero anche del neorealismo, letterario e cinematografico.

E l'unica cosa che dispiace è leggere commenti sprezzanti e negativi di studentelli impigriti. Meglio non leggerli, allora, a scuola certi libri, meglio lasciare che almeno due studenti su cento, una volta usciti dalla scuola italiana che sembra rovinare tutto ciò che tocca, li scoprano da soli e possano amarli.

Bibliografia essenziale di Giovanni Verga (continua nella sua biografia): Una peccatrice (1866) | Storia di una capinera (1871) | Vita dei campi (1880, novelle) | Novelle rusticane (1883, novelle) | Mastro don Gesualdo (1889)


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