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Erich Maria Remarque - Niente di nuovo sul fronte occidentale

Erich Maria Remarque - Niente di nuovo sul fronte occidentale
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titolo originale: Im westen nichts neues
pubblicato da: Mondadori
edizione originale: 1929
data recensione: 23 gennaio 2003
autore: -EF
visite: 38972
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 8.5/10 (8 voti)

'Niente di nuovo sul fronte occidentale' è, già a partire dal titolo, il libro-simbolo della prima guerra mondiale. Soprattutto, è un libro onesto, scevro da falsa retorica, oseremmo dire quasi puro nelle sue descrizioni e nei suoi personaggi. La prima guerra mondiale è argomento interessantissimo e insieme, spesso, bistrattato: le si preferisce in genere la II guerra mondiale, e perchè gli americani (sono loro che fanno i film) vi parteciparono più attivamente e perchè è più facile identificarvi i buoni e i cattivi.

Ma la prima guerra mondiale, la 'Grande guerra' non è certamente argomento meno tragico e meno interessante. Milioni e milioni di vittime, perlopiù giovani che morivano in prima linea, in avanzate suicide che riuscivano a far guadagnare alla propria parte solo poche decine di metri. Sta qui tutto il senso del libro: la guerra di posizione, la guerra dove i soldati non combattevano affatto, se non in rari momenti, ma in cui perlopiù aspettavano passivamente la morte. La guerra in cui i giovani si arruolarono a decine di migliaia come volontari, spinti dalla società o da un professore-oratore, come nel caso descritto da Erich Maria Remarque, per poi accorgersi che la guerra non era come se la aspettavano, che in guerra si moriva e si moriva in tantissimi, e se si era fortunati si ritornava a casa solamente con una gamba o un braccio in meno.

Remarque descrive l'esperienza di Paolo Baumer, che è poi la sua stessa esperienza, tra il fronte, i congedi, le ferite, la morte, le granate e i bombardamenti continui, le trincee, i pidocchi, la pazzia; ma è anche l'esperienza di migliaia, milioni in tutta Europa, che tornarono a casa, con un odio viscerale per la guerra ma anche l'incapacità di comunicare il proprio odio. Remarque ripete spesso che ormai loro erano capaci solo di fare la guerra, pur odiandola profondamente, e che il ritorno a una vita normale e borghese era inimmaginabile. Sarà così per molti: il reinserimento sarà sempre difficile, spesso impossibile. In Germania ci sarà la rivoluzione, soffocata nel sangue, e la repubblica di Weimar, ma il nazismo che sorgerà poi troverà terreno fertile proprio tra i reduci che conoscevano solo il linguaggio della guerra. Remarque no: la sua scelta pacifista la portò avanti fino in fondo, perdendo la cittadinanza tedesca e rifugiandosi prima in Francia, poi negli Stati Uniti e in Svizzera.

Bibliografia essenziale di Erich Maria Remarque (continua nella sua biografia): La via del ritorno (1931) | Tre camerati (1936) | Ama il prossimo tuo (1941) | Arco di trionfo (1945) | Tempo di vivere, tempo di morire (1954)


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