Carlo Goldoni - La locandieraQuando a scuola si studia la letteratura italiana del Settecento è inevitabile, soprattutto in Veneto, imbattersi nella figura di Carlo Goldoni, l'uomo che per primo grazie alle proprie sagaci commedie ha importato nello stivale un'idea di teatro moderno ed all'avanguardia.
Rileggendo o rivedendo 'La locandiera', la sua pièce più famosa anche se forse non la più bella, non stupisce quindi di imbattersi in déjà-vu e reminescenze che riportano alla mente l'ironia acida con cui Oscar Wilde avrebbe poi dileggiato la società inglese di fine Ottocento. Non sappiamo quanto l'autore de 'Il ritratto di Dorian Gray' potesse conoscere il nostro commediografo, ma senza ombra di dubbio i punti di contatto sono molti, soprattutto se si confrontano 'La locandiera' e 'L'importanza di chiamarsi Ernesto': criticare, sotto il velo della commedia, quella società basata su riti, mode e apparenze che trova il suo apice supremo nella vacuità dell'amore. L'unica differenza, in fondo, sta nel diverso atteggiamento dei due autori: se Wilde conclude la sua commedia con un lieto fine che non risolve in realtà le questioni morali, Goldoni crede ancora che la moralità possa sopravvivere, che il vero amore si possa trovare, magari dove meno ci se lo aspetta.
Dietro all'apparente facilità della trama e ai dialoghi divertenti, insomma, c'è un autore completo, intelligente e fortemente anticipatore di temi che sarebbero stati sviluppati compiutamente solo un secolo e mezzo dopo. Da riscoprire, anche e soprattutto a teatro.
Bibliografia essenziale di Carlo Goldoni (25/2/1707 - 6/2/1793): Il servitore di due padroni (1745) | I rusteghi (1760) | Le baruffe chiozzotte (1762) | Sior Todero brontolon (1762) | Il ventaglio (1765) Recensioni che parlano di Carlo Goldoni: Elisa di Rivombrosa, episodio 1
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