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Andrea Camilleri - La luna di carta

Andrea Camilleri - La luna di carta
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pubblicato da: Sellerio
prima edizione: 2005
data recensione: 20 agosto 2005
autore: -EF
visite: 10397
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voto recensore: 8/10
voto utenti: 4.5/10 (2 voti)

L'abbiamo detto già più volte: dispiace che una parte sempe più ampia della critica letteraria italiana ritenga Giorgio Faletti o Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli o Valerio Massimo Manfredi i più grandi scrittori italiani viventi. Dispiace perché significa che, indipendentemente dai talenti di ognuno di questi scrittori (che, tra l'altro, non sono tutti sullo stesso livello), manca ormai in Italia una letteratura vera, profonda, seria che sappia coinvolgere critica e pubblico.

Prendiamo in esame Andrea Camilleri partendo dall'ultimo libro uscito proprio poche settimane fa, 'La luna di carta', ennesima avventura del celeberrimo commissario Montalbano. Ora, che Camilleri sappia scrivere, e che soprattutto sappia scrivere i gialli, è innegabile: il suo dialetto siciliano scorre benissimo, perfino meglio dell'italiano, e la trama è come sempre fitta, intrigante e appassionante, condita, qua e là, di gustose note sarcastiche o di costume che tanto hanno fatto la fortuna dello scrittore siciliano. Quello che manca, nonostante Camilleri sia probabilmente il migliore tra gli scrittori che abbiamo citato all'inizio, è il salto di qualità, quel qualcosa in più che rende cioè indimenticabile un romanzo, una storia. Certo, c'è Montalbano, un personaggio decisamente riuscito, ma quella del commissario non è un'invenzione recente, e anzi si potrebbe dire che Camilleri ci ha cavalcato sopra già abbastanza; dietro al detective, infatti, c'è ben poco: personaggi anche divertenti ma privi di spessore e una schiera di indiziati che rischiano di cadere troppo spesso nel grottesco.

Se a tutto questo si aggiunge una trama che per gran parte del libro è sì calibrata quasi al millimetro ma che finisce per fare dei passi fassi proprio nel finale (con un colpo di scena che era in realtà già preventivato da qualche capitolo e un epilogo quantomeno forzato e poco verosimile), si ha un giallo carino, simpatico e divertente, tutto sommato più che discreto, ma che di sicuro non rappresenta, con tutto il rispetto, la punta massima della nostra letteratura (e d'altronde crediamo che neppure lo stesso Camilleri ambisca a tanto). Il problema, quindi, è come sempre un altro: dove sono i grandi scrittori e, se ci sono, perché la critica non li promuove e il pubblico non li legge?

Bibliografia essenziale di Andrea Camilleri (continua nella sua biografia): Un filo di fumo (1980) | La stagione della caccia (1992) | La forma dell'acqua (1994) | Il birraio di Preston (1995) | Un mese con Montalbano (1998)


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