Alessio Odini - Il sottile respiro elettrico di MilanoTra i romanzi che abbiamo letto nell'ultimo periodo, sicuramente uno di quelli che ci hanno colpito maggiormente è stato 'Il sottile respiro elettrico di Milano' dell'esordiente Alessio Odini, classe 1980, tantopiù perché in quello stesso periodo eravamo contemporaneamente immersi nella lettura di 'Io uccido' di Giorgio Faletti, che alcuni critici definiscono il più grande scrittore italiano. Senza sapere, però, che Odini scrive decisamente meglio di Faletti.
Il romanzo edito dalle Edizioni Clandestine, sia chiaro, non è perfetto né esente da pecche, e non potrebbe essere altrimenti all'esordio, ma colpisce per la genuinità, la prosa scorrevole e mai banale, la capacità di penetrazione nella psicologia dei personaggi, la volontà di scegliere storie solo apparentemente eccessive ma in realtà sempre più drammaticamente normali. Odini plasma un'ampia serie di personaggi i cui tratti quasi caricaturali e grotteschi si attenuano man mano che impariamo a conoscerli, a vederli muoversi all'interno di una Milano veloce e senza senso: personaggi in un certo senso borderline ma non per questo appiattiti addosso a facili etichette. Tra citazioni classiche e scontri politici e religiosi la storia si dipana all'inizio senza una fisionomia, senza capo né coda, un po' come la vita stessa che nella realtà non ti porta quasi mai verso punti di tensione ed epiloghi; poi prende un ritmo più serrato, colorandosi anche di giallo e forse in parte perdendo, in un finale un po' affrettato, un po' di quello smalto che il libro si era guadagnato nella prima parte.
Ma la prova rimane decisamente buona, una spanna sopra la media non solo degli esordienti, ma di gran parte degli scrittori italiani. Un libretto che sorprende e regala qualche emozione, sia positiva che negativa, ed un autore che merita di essere tenuto d'occhio.
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