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Alessandro Baricco - Oceano mare

Alessandro Baricco - Oceano mare
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pubblicato da: Rizzoli
prima edizione: 1993
data recensione: 5 novembre 2004
autore: -EF
visite: 5624
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voto recensore: 6/10
voto utenti: 6.66/10 (3 voti)

Il dibattito attorno alla figura e alle capacità di Alessandro Baricco è sempre acceso e interessante, sia su internet che più in generale nel mondo letterario italiano. Un dibattito inevitabile, nonostante i molti fan dello scrittore, perché Baricco ama muoversi su molti canali, in tv, a teatro, sulla carta stampata, perfino con una scuola di scrittura (la famosa 'Scuola Holden') che è diventata simbolo del proliferare di strutture dove si dovrebbe insegnare a scrivere e raccontare o, meno pomposamente, dove gli studenti dovrebbero apprendere delle tecniche narrative.

E 'Oceano mare' (vincitore tra l'altro del premio Viareggio) assieme a 'Novecento' è sicuramente lo scritto di maggior successo del narratore torinese ed in particolare uno dei più apprezzati dai suoi estimatori, ma anche un libro che ben chiarisce la forza ed insieme i limiti del suo stile. Di per sé il romanzo edito da Rizzoli, a parte una piccola invenzione finale, non ha infatti trama, non ha intreccio: i personaggi vivono in una sorta di immobilità senza tempo e senza luogo, ben inquadrata dal dialogo riportato in quarta di copertina («"Ogni tanto mi chiedo cosa stiamo mai aspettando". Silenzio. "Che sia troppo tardi, madame"»). E' sullo stile e sui personaggi quindi che Baricco cerca di giocare tutto il proprio libro, almeno in parte fallendo: i personaggi sono creati e delineati solo per una loro intrinseca poeticità (caso eclatante: il pittore che per dipingere il mare usa l'acqua salata) e alla fin fine ci rimangono estranei, lontani, figure liriche ma non reali; e, per quanto riguarda lo stile, Baricco conosce fin troppo bene le proprie capacità con la penna, sa di riuscire a sfornare descrizioni e dialoghi dotati di ritmo, scorrevolezza, anche bellezza, ma ci pare però finisca per compiacersi in maniera eccessiva di queste sue doti, dimenticandosi che lo scopo di un romanzo non è (o non dovrebbe essere) il mettere una parola dietro l'altra nel miglior modo possibile, ma il raccontare una storia.

La scrittura di Baricco è bella ma vuota, estetismo allo stato puro, totalmente fine a se stessa, arte per l'arte. Al termine della lettura rimangono delle sensazioni, a volte anche forti e coinvolgenti, ma nessuna idea, nessun concetto, neppure nessuno spunto per riflettere autonomamente sugli eventi; prevalgono un gusto per la parola, per l'espressione studiata a tavolino, per personaggi da mondo delle fiabe che ormai perfino la poesia sta cercando da secoli di superare. Consigliato solo in piccole dosi o a chi nei libri ama trovare aspetti lirici e sentimentali.

Bibliografia essenziale di Alessandro Baricco (continua nella sua biografia): Castelli di rabbia (1991) | Novecento (1994) | City (1999) | Senza sangue (2002) | Questa storia (2005)


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