Alejandro Torreguitart Ruiz - Machi di cartaTrattare di omosessualità è difficile. Lo è ancora di più se lo si fa raccontando una vita fatta di umiliazioni, di esperienze sessuali spesso estreme narrate in maniera esplicita, di perversioni e diversità. Eppure il giovane Alejandro Torreguitart Ruiz, di cui avevamo già apprezzato un racconto pubblicato nella raccolta 'Dammi spazio', ci riesce, non risparmiandosi nulla. Racconta le avventure omosessuali del suo protagonista Maicol senza privarci di nessun particolare o indiscrezione, in maniera chiara e netta, eppure non c'è morbosità, non c'è pesantezza nelle sue parole: se non temessimo di dire un'eresia, potremmo quasi parlare di poesia, di lirismo nella rappresentazione fedele della realtà.
Cuba, il 'machismo', la danza, gli uomini: questi gli altri elementi essenziali del racconto, che si snoda dall'infanzia di Maicol, dal disprezzo di suo padre alle angherie subite dai compagni di scuola perchè considerato gay, non 'normale', non un 'vero uomo'. E le angherie continuano anche in età adulta, anche quando Maicol ha ormai trovato un equilibrio più stabile col proprio corpo e con le proprie preferenze sessuali: uomini che lo maltrattano, che lo sfruttano, che lo picchiano dopo averlo scoperto quando si traveste da donna per rimorchiare nelle strade de L'Avana. Una vita che passa da un amore all'altro, da un'esperienza sessuale all'altra senza equilibrio, senza costanza ma raccontata con un realismo così puro, così sfacciato, così scabro e senza fronzoli che riesce davvero ad elevarsi oltre i fatti narrati, oltre i meri avvenimenti.
Un piccolo libro ma insieme grande, diverso, scomodo. Un libro che non si adatta a tutte le sensibilità, ma che vale la pena di provare. Articoli che parlano di Alejandro Torreguitart Ruiz: 'Vita da jinetera' apre la collana di letteratura cubana
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