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Agatha Christie - Dieci piccoli indiani

Agatha Christie - Dieci piccoli indiani
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titolo originale: Ten little niggers
pubblicato da: Mondadori
edizione originale: 1939
data recensione: 16 gennaio 2003
autore: -EF
visite: 36215
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 8.07/10 (13 voti)

In questo periodo si fa molto parlare di Agatha Christie (ma, a ben guardare, negli ultimi cinquant'anni non si è mai smesso): in tv trasmettono i film tratti dai suoi romanzi con Poirot, in edicola escono due diverse raccolte, quella dei film tratti dalle sue opere e quella dei libri. E allora abbiamo pensato bene di recensire quello che è, a nostro avviso, il giallo definitivo di Agatha Christie.

Cosa intendiamo con 'giallo definitivo'? Il giallo oltre al quale i gialli stessi non hanno più ragion d'essere (o ne hanno meno). 'Dieci piccoli indiani' è infatti il libro che mette insieme tutti i topoi della letteratura gialla e li demolisce, uno a uno. In un'isola deserta e lontana da ogni collegamento con la terra ferma (l'ambiente tipico per un thriller) vengono riunite dieci persone, tra loro perfetti estranei, da parte di un misterioso e mai visto signor Owen. E pian piano iniziano a morire, uno ad uno, come se le loro morti seguissero l'incitamento di una filastrocca (che fa riferimento, appunto, a dieci 'poveri negretti', termine cambiato poi nel titolo per un'evidente questione di politically correctness). Ognuno, chiaramente, comincia a sospettare degli altri, e ognuno ha qualche colpa da nascondere, che puntualmente, prima di morire, salta fuori. Tutti sono vittime, tutti sono detectives, tutti sono colpevoli. Ma l'assassino?

Sì perchè il fatto più sconvolgente è che '...e poi non rimase nessuno', come titolava la prima edizione americana del libro (riprendendo le ultime parole della filastrocca). Alla fine muoiono tutti e l'isola è deserta. Di quell'Owen, il padrone di casa, nessuna traccia. E neppure si può pensare che l'assassino fosse uno dei morti, perchè sono appunto tutti morti. Per questo è il 'giallo definitivo': perchè non c'è l'assassino. O quasi. Non possiamo rivelarvi niente del finale, ma sappiate che si tratta di un libro molto intelligente, che la Christie trovò il tempo di scrivere in mezzo alle decine di gialli che sfornava ogni anno.

Bibliografia essenziale di Agatha Christie (continua nella sua biografia): Poirot a Styles Court (1920) | L'assassinio di Roger Ackroyd (1926) | Assassinio sull'Orient Express (1934) | Trappola per topi (1952, dramma teatrale) | La mia vita (1976, autobiografia)


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