V for VendettaSe negli anni '80 e '90 Alan Moore era considerato il creatore per eccellenza di fumetti maledetti, indipendenti, completamente fuori dagli schemi, bisogna ammettere che negli ultimi anni lo scrittore di Northampton ha decisamente cambiato pubblico, riuscendo, suo malgrado, a conquistare il mezzo di comunicazione più 'mainstream' che c'è, ovvero il cinema hollywoodiano. Dopo 'La vera storia di Jack lo squartatore' e 'La leggenda degli uomini straordinari', anche 'V for Vendetta', il suo primo grande fumetto, è stato recentemente portato sul grande schermo in un film con Natalie Portman, in attesa, prossimamente, del suo fumetto in assoluto più celebre, 'Watchmen'.
La storia di V., terrorista emulo di Guy Fawkes, l'attentatore della congiura delle polveri, è, a dire il vero, non sempre fluida e logica, efficace come atto d'accusa 'orwelliano' contro i regimi totalitari ma, come ha ammesso lo stesso Moore in un'introduzione, poco matura dal punto di vista politico e, a tratti, anche da quello narrativo. Quando la trama principale s'interrompe, infatti, ci troviamo catapultati a volte in divagazioni a tratti drammatiche e a tratti sarcastiche che hanno il compito di approfondire la psicologia dei vari personaggi, mentre altre volte invece predominano lunghe tirate retoriche in cui Moore propone una visione anarchica (e per la verità piuttosto ingenua) come unica alternativa al fascismo imperante nell'Inghilterra da lui preconizzata. Se, insomma, già si vede il talento del grande scrittore, se ne intuiscono però anche un po' i limiti, dovuti in gran parte ad un eccesso di sicurezza, ad un compiacimento generale per le proprie trame che porta all'autoreferenzialità, al far parlare lo stesso V. come se fosse l'autore della storia, alter-ego superumano di Alan Moore e quindi unico protagonista di un racconto che è, in realtà, non una vera storia ma semplicemente un viaggio alla scoperta di un'anima, di un'idea, di una personalità.
Grazie anche al tratto ricco di chiaroscuri di David Lloyd, 'V for Vendetta' rappresenta comunque finora il miglior esempio di fantapolitica a fumetti, un saggio anarchico e un inno alle libertà, siano esse di pensiero, sessuali o politiche e, in definitiva, un ottimo punto di partenza per un autore che in breve è diventato uno dei più grandi scrittori del mondo del fumetto. Classico. Recensioni che parlano di V for Vendetta: Watchmen #1 - A mezzanotte, tutti gli agenti... Articoli che parlano di V for Vendetta: Alan Moore comparirà ne 'I Simpson' | Fantascienza in 6 parole su 'Wired' Biografie che parlano di V for Vendetta: Alan Moore Schede che parlano di V for Vendetta: V per Vendetta Approfondimenti e speciali che parlano di V for Vendetta: Il meglio del 2005
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