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Ultimate Spider-Man #13 - Confessioni

Ultimate Spider-Man #13 - Confessioni
titolo originale: Confessions
testi: Brian Michael Bendis
disegni: Mark Bagley
edizione originale: novembre 2001
data recensione: 9 gennaio 2003
autore: -EF
visite: 58534
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 7.66/10 (3 voti)

Era da un po' che speravamo di trovare il tempo e l'occasione di recensire questa storia, apparsa in America ormai più di un anno fa e in Italia a maggio (in 'Ultimate Spider-Man', versione italiana, numero 7). Lo volevamo perchè si tratta di una di quelle storie che fanno provare emozioni che dopo cinque minuti si è propensi a rinnegare, stimolando le corde sentimentali più nascoste (e forse più facili da stimolare).

Per chi non lo sa, questa collana americana si è presa il compito di rinarrare le origini dell'Uomo Ragno, uno dei più famosi supereroi rilanciato dal recente film, come se Peter Parker fosse un ragazzo dei nostri giorni. Così, mentre le 'collane-madri' continuano le loro storie con un Peter ormai trentenne e sposato con Mary Jane, 'Ultimate Spider-Man' ce lo presenta giovane ed al liceo, con una MJ sua compagna di classe, una nuova Gwen Stacy ed un nuovo Goblin. Ma perchè quest'episodio è così importante? Un albo particolarmente importante perchè, come preannuncia già la copertina, Peter confessa a Mary Jane di essere l'Uomo Ragno; e già questo è un colpo di scena. E' raro infatti che un supereroe confessi la propria identità segreta, ma molto plausibile se si pensa che Peter è solo un ragazzino e il segreto è per lui in effetti troppo grande da sopportare da solo. Ma la cosa più bella della storia non è questa confessione, ma l'aria che si respira nelle pagine: l'attrazione tra i due personaggi è chiara, così come sono chiare le tensioni che emergono nel dialogo. La storia è infatti un lungo dialogo a due, con qualche sporadico intervento di zia May, dal piano di sotto, ed è qui che sta la sua forza: nel sapere costruire più di venti pagine che appassionano, rubano il fiato, lasciano a bocca aperta, e senza ricorrere a scontri, criminali o quant'altro.

Brian Michael Bendis, seppur molto altalenante, ha dimostrato qui di avere le carte in regola per portare la serie ad ottimi livelli (e in generale ci sta riuscendo); Mark Bagley, invece, lo apprezzavamo di più qualche anno fa, e ci sembra che coi ragazzini non si senta sempre a suo agio, anche se comunque il disegno rimane più che dignitoso. Insomma: da comprare e conservare.


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