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Julia #6 - Jerry è sparito

Julia #6 - Jerry è sparito
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testi: Giancarlo Berardi
disegni: Marco Soldi
prima edizione: marzo 1999
data recensione: 10 febbraio 2005
autore: -EF
visite: 24670
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voto recensore: 8/10
voto utenti: 7.33/10 (3 voti)

'Julia' rappresenta una scommessa che Giancarlo Berardi, il suo creatore, ha sostanzialmente vinto: quella di riuscire a creare storie di buona qualità all'interno delle regole ferree e inamovibili del genere poliziesco. Se infatti in altre sue creazioni lo sceneggiatore genovese ha avuto ampia libertà di manovra, fin dall'inizio per 'Julia' s'è imposto un canone strettamente 'bonelliano', secondo una maniera più artigianale e meno artistica d'intendere il fumetto.

Inevitabile, infatti, sarebbe paragonare Julia a Ken Parker, ma è un paragone che non regge: tanto quanto Ken era anticonformista fin dalla struttura delle sue avventure, così Julia si adegua a cliché consolidati, antichi, a volte addirittura banali, ma rendendoli di volta in volta vivi. E in questo, ci sembra, si può quasi vedere una metafora della vita: da giovani (in Ken) si vuole spaccare il mondo, rivoluzionare la società, non adeguarsi a nessuna regola; da persone adulte e mature (in Julia), invece, si preferisce magari trovare dei compromessi o quantomeno cercare di 'cambiare il sistema' dall'interno. 'Julia' è una serie che lavora così e non c'è da vergognarsene: è un'evoluzione naturale, inevitabile e forse anche giusta perché dimostra come i grandi cambiamenti non debbano per forza partire dalla struttura ma possano anche nascere all'interno di schemi apparentemente rigidi: sì perché anche Julia porta le sue piccole rivoluzioni, grazie, come in 'Jerry è sparito', a sceneggiature precise e ad una caratterizzazione dei personaggi davvero invidiabile.

Niente di sorprendente, quindi, almeno a prima vista, ma un lavoro metodico, quasi certosino, che ogni mese mantiene lo standard su livelli molto alti nonostante le storie non siano per nulla dissimili da quelle che possiamo vedere ogni sera in qualche serial televisivo. Ma d'altronde proprio i serial c'insegnano che spesso, più che le storie, sono i personaggi e le loro interazioni a rendere valido un episodio, e che anzi l'intreccio giallo può non essere niente di più di un pretesto. Per chi ha voglia di un fumetto da 'gustare'.

Fumettografia essenziale di Giancarlo Berardi (continua nella sua biografia): Tiki (1976) | Ken Parker (1977) | Welcome to Springville (1977) | Marvin il detective (1982) | Giuli Bai & Co. (1989)


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