Detective Dante #1 - Paradise city!L'Eura Editoriale, incarnata nelle fattezze di Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni, ci riprova: dopo il buon successo del suo primo mensile monografico interamente italiano, 'John Doe', tenta il bis con 'Detective Dante', serie che però, ad una prima occhiata, pare decisamente più convenzionale.
Se il primo mensile ci aveva convinto soprattutto per l'originalità dell'idea di partenza (John Doe, infatti, lavorava nell'agenzia che coordinava la morte, a tempo debito, degli esseri umani), qui invece si ritorna nei canali del classico bonelliano, avvicinandosi anzi più che al bonelliano originale alle sue imitazioni più o meno riuscite, a 'Lazarus Ledd' e ai suoi epigoni. Il detective del titolo è infatti Henry Dante, un poliziotto che, dopo aver visto morire la donna che amava (un cliché ormai decisamente abusato), cambia città e compie una vera e propria discesa agli inferi trasferendosi nella calda Los Angeles. Se, da un lato, è apprezzabile il tentativo di ammodernare il giallo poliziesco importando tematiche e discorsi tipici, ad esempio, dell'ottima serie tv 'The Shield', dall'altro però questo ammodernamento viene compiuto solo a metà visto che la trama, i personaggi e in generale la struttura stessa della storia rimangono profondamente tradizionali.
Una prova meno convincente del solito, quindi, anche se comunque più che dignitosa. Purtroppo, però, l'impressione è che il 'più che dignitoso', in un mercato dei fumetti in costante recessione, non basti più.
Fumettografia essenziale di Roberto Recchioni (13/1/1974): Dark side (1993) | Napoli Ground Zero (2001) | John Doe (2003) Articoli che parlano di Detective Dante: Nuova serie per Dylan Dog?
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