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Demian #2 - La nave fantasma

Demian #2 - La nave fantasma
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testi: Pasquale Ruju
disegni: Luigi Siniscalchi
pubblicato da: Sergio Bonelli Editore
prima edizione: giugno 2006
data recensione: 11 agosto 2006
autore: -EF
visite: 23294
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voto recensore: 7/10
voto utenti: 7/10 (1 voto)

Dopo l'esperimento, per la verità a nostro modo di vedere non propriamente riuscito, di 'Brad Barron', la Sergio Bonelli Editore, una delle più grosse e storiche case editrici italiane, ritenta a stretto giro di posta la strada della miniserie (o sarebbe meglio dire maxiserie, visto che i numeri in programma sono ben 18) con 'Demian', ultima creazione di Pasquale Ruju, già all'opera in maniera intensiva su Dylan Dog e, in parte, Nathan Never. Come già per il personaggio di Tito Faraci l'idea di fondo non è male, e in questo caso a intrigare è soprattutto l'ambientazione marsigliese atipica per un Bonelli, ma il risultato finale è comunque discreto e nulla più.

Come si evince, infatti, già dal secondo episodio della serie uscito a giugno, Demian è in realtà solo l'ultimo di una serie di 'cavalieri' (termine usato dallo stesso Ruju) bonelliani senza macchia e senza paura, al massimo un po' più cupo e violento della media ma pur sempre incontrovertibilmente positivo; eroi vecchio stampo, quindi, 'alla Tex', e anzi si potrebbe dire che coi suoi pochi scrupoli Demian rinverdisce i fasti degli anni '50, quando anche il cowboy di Bonelli padre poteva usare la pistola, oltre che i pugni, contro i malfattori. Quello che, ci sembra sempre più evidente, manca ancora a questi nuovi personaggi è quindi un po' di ambiguità, una caratterizzazione più adulta e delle avventure che esulino, di tanto in tanto, dal classico schema dell'eroe che combatte contro i cattivi per difendere la pulzella di turno: perfino il cinema hollywoodiano, sempre lento a digerire i cambiamenti, sembra negli ultimi tempi aver accantonato l'action movie puro e semplice, e quindi Demian e i suoi compari risultano già vecchi alla loro prima uscita, già sorpassati da altri tipi di fumetto (i manga in primis, ma non solo) che non descrivono eroi ma persone comuni, coi loro pregi e i loro difetti.

Per il resto, la storia imbastita da Ruju e disegnata in bello stile dal bravo Luigi Siniscalchi è discreta e onesta e per certi versi perfino appassionante, anche se in un paio di situazioni rischia di cadere miseramente nel cliché e nel già visto. Purtroppo, come avevamo già detto per Brad Barron, difficilmente sarà questo tipo di fumetto a salvare una Bonelli in lenta ma progressiva crisi.

Fumettografia essenziale di Pasquale Ruju (1962): Dylan Dog #128, 130, 135, 139, 141, 144, 147, 149/150, 152, 155, 158/160, 162, 164, 166, 170, 174, 178, 180/182, 184, 190, 192/193, 196, 211, 213/215, 220, 223/224, 231, 235 e 237, Speciali 11, 13/14 e 16, Giganti 4/8 e 11, Almanacco della Paura 1998, 2000, 2003 e 2006 e Maxi 1998/2005 (1995/2006) | Nathan Never #57, 75, 94, 127/128 e 155 (1996/1997, 1999, 2001/2002, 2004) | Almanacco del West 2004 (2004) | Dampyr #72 (2006)


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