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Dago - Il sacco di Roma

Dago - Il sacco di Roma
testi: Robin Wood
disegni: Carlos Gomez
prima edizione italiana: Lanciostory (1997/1998)
data recensione: 12 aprile 2004
autore: -EF
visite: 27429
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 9/10 (3 voti)

A differenza del romanzo e del film, il fumetto non usa spesso la storia. Se letteratura e cinema infatti ci hanno lasciato e continuano a lasciarci dei capolavori ambientati in epoche lontane, il suo 'parente più povero' raramente si è imbarcato in quest'avventura, forse perché il fumetto è un prodotto seriale che ha bisogno di tante uscite ravvicinate ed in poco tempo è difficile documentarsi sul passato in maniera affidabile.

Tra le eccezioni a questa regola, quella più a stretto contatto con e più fortemente influenzata dalla storia è la serie 'Dago', creata in Sudamerica ma che in questi anni in Italia ha riscosso un grande successo diventando il personaggio di punta dell'Editoriale Eura. La storia di Dago (un avventuriero veneziano nell'Europa del '500) è una storia, se ci si consente il gioco di parole, ad uso e consumo della storia: l'ambientazione nel passato non serve più di tanto a descriverci quella realtà e quella società ma piuttosto a far risaltare il carattere e le qualità del 'rinnegato', a fornirgli di volta in volta un'avventura nuova e a permettergli d'incontrare e confrontarsi con le figure principali dell'epoca. La prosa di Robin Wood ha i suoi difetti, è spesso ridondante, prolissa, storicamente un po' imprecisa e a volte grossolana, ma condita con gli splendidi disegni di Carlos Gomez appassiona, si fa maestosa nell'intreccio di piccole e umili storie, come quelle che Dago trova nella Roma prima sotto assedio e poi saccheggiata del 1527.

Una storia umana prima che una storia tout court, una storia classica dove l'eroe è colui che, coraggioso ed invincibile, difende gli innocenti, mentre il malvagio è colui che li minaccia. Tradizionalista, insomma, ma tremendamente efficace.

Fumettografia essenziale di Robin Wood (1943): Nippur (1967) | Gilgamesh (1971) | Savarese (1977) | Martin Hel (1992) | Amanda (1995)


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