Buena Vista Lab #2 - AliasMescolanze, incroci e sinergie tra media diversi, da quando esiste l'arte narrativa, ci sono sempre state; mai come in questi ultimi anni, però, i passaggi dall'uno all'altro mezzo di comunicazione si sono fatti frequenti soprattutto negli Stati Uniti, ed in particolare a favore del fumetto, che ha portato al cinema alcuni tra i suoi personaggi più validi (da Spider-Man a Superman, dagli X-Men ai Fantastici Quattro) e che dal cinema e soprattutto dalla tv sta continuando in questi mesi a raccogliere autori di fama mondiale (prima, e in tempi non sospetti, Kevin Smith; poi, più recentemente, al mondo dei comics si è avvicinato perfino il creatore di Buffy Joss Whedon).
Se è vero quindi che l'industria d'intrattenimento americana sembra sempre più un unico grosso meccanismo che quasi non distingue tra fumetto, cinema e tv, non sorprende quindi avvistare sempre più di frequente riduzioni a fumetti dei serial di maggior successo televisivo, com'è accaduto anche recentemente ad 'Alias', telefilm di spionaggio appena chiuso negli Stati Uniti ma che ha goduto, nei suoi 5 anni di programmazione, di una grande opera di merchandising alle spalle. Creato dal J.J. Abrams che ha dato vita anche a 'Lost', 'Alias' ha rinverdito il fascino delle vecchie spy stories, condendole con location sempre molto variegate, decine di colpi di scena e parecchia azione, tutti elementi facilmente riproponibili (e a costi decisamente minori) anche in un fumetto: il lavoro dell'americano, nonostante il nome di battesimo, Pierluigi Cothran e dell'italiano Alberto Ponticelli riesce infatti a ricatturare l'atmosfera della serie, a coglierne lo spirito di sotterfugi e la costante paura dei personaggi, peraltro abbastanza condivisibile viste le trame, di essere truffati e raggirati, senza però aggiungervi niente di nuovo e, soprattutto, senza riuscire a stupire davvero. E' chiaro che in un adattamento la continuity va rispettata e la libertà d'invenzione è più che limitata, ma è anche vero che la spettacolarità concessa dal 'medium' fumetto non è stata sfruttata appieno, sia per una trama un po' prevedibile, sia per un disegno di Ponticelli troppo nervoso, che risente della difficoltà a tratteggiare visi e atteggiamenti di personaggi realmente esistenti.
Un esperimento discreto, quindi, ma nulla più; quasi un esercizio di stile per due giovani promesse del mondo del fumetto che, probabilmente, sono state messe al lavoro su questo progetto proprio per maturare un po' d'esperienza nei comics americani (perché Ponticelli di esperienza, al di là del classico comic book, ne ha già parecchia) e per 'farsi le ossa'. Un gradevole déjà-vu per chi ha già amato la serie televisiva.
Fumettografia essenziale di Alberto Ponticelli (10/6/1969): Egon (1995) | Sam & Twitch (2000) | Marvel Knights (2001) | Starlight (2003) | Stellaire (2004) Recensioni che parlano di Buena Vista Lab: Buena Vista Lab #4 - Jungle Town
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