Brad Barron #1 - Non umani«Il mondo del fumetto sta vivendo momenti assai difficili [...] e, anche in Casa Bonelli, la chiusura di alcune importanti pubblicazioni conferma i segni negativi che giungono ogni giorno dal fronte delle edicole»: con queste parole Sergio Bonelli, l'editore per eccellenza nel mondo del fumetto made in Italy, presenta questo mese l'esordio del nuovo personaggio della sua casa editrice, Brad Barron, ideato da Tito Faraci. Parole non pessimistiche ma realistiche, che fotografano la difficile situazione di un prodotto sempre più in crisi di vendite: parole che in fin dei conti non avrebbero mai lasciato pensare all'uscita di un nuovo albo.
Ci vuole coraggio, insomma, in un periodo di crisi, a non tirare i remi in barca e anzi a rilanciare, a rischiare con un personaggio nuovo di zecca. Tanto di cappello, quindi, a Bonelli e ai suoi collaboratori, anche se francamente dal personaggio di Faraci, almeno a giudicare da questo primo numero, ci saremmo aspettati qualcosa di più. Nonostante lo scrittore sia una delle firme più apprezzate degli ultimi anni e sempre a suo agio con le trame gialle e noir, Brad Barron è infatti un personaggio nato già 'vecchio', antiquato e retrò in un periodo però in cui l'attenzione dei giovani è rivolta più al moderno che all'antico. Basti guardare i telefilm di maggior successo: a dominare le scene sono atmosfere 'cool' e tematiche sempre più adulte, a partire dagli omicidi di 'C.S.I.' fino all'azione giovanilistica di 'Smallville'. L'ambientazione negli anni '50, il clima da guerra dei mondi che ricorda tanto 'L'Eternauta' e un personaggio triste e in preda al senso di colpa ci sembra in definitiva che possano affascinare poco i giovani, apparendo irrimediabilmente soprassati.
E' vero che miniserie come 'Taken' e film come il prossimo 'La guerra dei mondi' (entrambi con Steven Spielberg deus ex machina) sponsorizzano, in apparenza, questo filone da 'fantascienza anni '50', ma in realtà dopo l'11 settembre e soprattutto dopo la guerra in Iraq la gente non ha più bisogno di dividere in maniera manichea i buoni dai cattivi, né di nascondere il volto dei cattivi dietro le sembianze degli alieni. E come se non bastasse, Brad Barron non dimostra di avere nulla di più, in fatto di qualità, di fumetti come Nick Raider, Mister No o Martin Mystère, che hanno chiuso, stanno chiudendo o verranno presto ridimensionati: e questo non depone certo a suo favore.
Fumettografia essenziale di Bruno Brindisi (3/6/1964): Splatter (1988) | Dylan Dog (1990) | Nick Raider (1992) | Martin Mystère (1992) | Texone #16 (2002) Recensioni che parlano di Brad Barron: Bad - Il grande Harpo | Buena Vista Lab #4 - Jungle Town | Demian #2 - La nave fantasma | Dylan Dog #241/242 - Xabaras! Schede che parlano di Brad Barron: Brad Barron #2 - Fuga da Manhattan
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