X-MenOggi sono il soggetto imperante delle megaproduzioni hollywoodiane, ma nel 2000, reduci dai vistosi flop qualitativi degli ultimi capitoli di 'Batman', i film dedicati ai supereroi erano ancora un azzardo: a invertire la rotta, appunto cinque anni fa, è stato 'X-Men', primo film dedicato al gruppo di supereroi mutanti creato negli anni Sessanta da Stan Lee e Jack Kirby e sviluppato per vent'anni da Chris Claremont.
Una scommessa, quella giocata allora in casa Marvel, che ha dato i suoi frutti, sia con gli 'X-Men' (nel 2003 è uscito infatti il primo seguito, mentre sono ora in programma un terzo episodio ed un'avventura in solitario di Wolverine), sia soprattutto con 'Spider-Man', che raccogliendo l'esperienza di questo primo lavoro ha letteralmente sbancato per due volte di fila i botteghini e si prepara a farlo per la terza volta. Ma cos'è che distingue queste pellicole da quelle dedicate negli anni '70 a Superman e negli anni '80 a Batman, che avevano sì riscosso grande successo ma non avevano certo dato il via a filoni e generi? La risposta è, a nostro avviso, duplice: da un lato è cambiata Hollywood, dall'altro 'X-Men' e 'Spider-Man' hanno decisamente azzeccato il target di riferimento, molto più di quanto non abbiano fatto i pur simili 'Daredevil', 'Hulk' e, forse, il futuro 'I Fantastici Quattro'. Hollywood, infatti, è entrata ancora più in crisi e quindi si vede costretta a succhiare fino al midollo tutte quelle idee, quei generi e quegli spunti che sembrano incontrare i favori del pubblico, ma è soprattutto la formula di 'X-Men' a convincere: l'idea, cioè, di mettere in campo supereroi dal volto umano, spesso semplici adolescenti che agiscono nell'ombra, che vengono perseguitati dalla società, dalla famiglia e dagli amici, che vengono bollati come criminali piuttosto che come eroi. La formula, cioè, che ha reso celebri, dagli anni '60 ad oggi, i fumetti della Marvel.
Pur senza disporre di una storia straordinaria e in parte deludendo i fan dei fumetti, Bryan Singer aveva infatti già con questo suo primo film centrato l'obiettivo, calcando la mano sulle figure di Wolverine, eroe tormentato e non capito, su una Rogue ringiovanita e sul suo gruppo di amici adolescenti e mettendo invece decisamente in secondo piano i supereroi 'adulti e/o impettiti' come Ciclope o Tempesta. Un intrattenimento simpatico e a tratti intelligente, da gustare soprattutto se si è digiuni della saga a fumetti.
Filmografia essenziale di Hugh Jackman (12/10/1968): Codice: Swordfish (2001) | Van Helsing (2004) | Giù per il tubo (2006, doppiaggio) | Happy feet (2006, doppiaggio) | The prestige (2006) Recensioni che parlano di X-Men: I Fantastici Quattro | Spider-Man | Superman returns | X-Men: conflitto finale | Buena Vista Lab #2 - Alias | Hulk - Futuro imperfetto | Uncanny X-Men #141/142 - Giorni di un futuro passato | The 4400, episodio 1.1 Articoli che parlano di X-Men: Chi sarà il nuovo James Bond? | Wolverine, un film da protagonista | Stan Lee vince la causa contro la Marvel | Veltroni doppierà un tacchino in 'Chicken Little' | Pronto il primo teaser di 'Ghost Rider' Biografie che parlano di X-Men: Chris Claremont | Halle Berry | Stan Lee Schede che parlano di X-Men: X-Men 2 Approfondimenti e speciali che parlano di X-Men: I film che ci aspettano a settembre | I sequel cinematografici in lavorazione - parte 2: Spider-Man, X-Men, Batman e James Bond | Le serie che hanno incantato l'America nel 2004/2005 - parte 1 di 3
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