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Taxi driver

Taxi driver
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Usa, 1976, 113 min.
regia: Martin Scorsese
sceneggiatura: Paul Schrader
con: Robert De Niro, Cybill Shepherd, Peter Boyle, Jodie Foster, Harvey Keitel, Leonard Harris, Albert Brooks
data recensione: 9 luglio 2005
autore: -EF
visite: 5753
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 8.5/10 (4 voti)

'Taxi driver' non è certo un film facile, né facilmente digeribile. Proviamo ad analizzarlo coi canoni dei film hollywoodiani di oggi: protagonista è, prima di tutto, un individuo ambiguo, un tassista psicopatico che alterna momenti di dolcezza estrema ad altri di altrettanto estrema violenza, timidezza ad aggressività. E, per una volta, è un protagonista che in fondo non ci risulta simpatico, neppure in tutte le sue debolezze.

Ma anche dal punto di vista narrativo e, potremmo dire, 'strutturale' il film, oggi, non avrebbe molta fortuna negli studios. Intanto, qual è il suo genere? Parte come la storia di un disadattato, si trasforma poi in una strana love story, diventa quindi un thriller sulla malavita e lo sfruttamento della prostituzione. Inoltre, a farla spesso da padrone più che la sequenza logica degli avvenimenti sono le lunghe inquadrature delle strade newyorkesi col loro degrado, il loro 'circo umano' notturno a cui Travis, il protagonista, assiste durante ogni turno lavorativo. Più che il superlativo Robert De Niro il protagonista di 'Taxi driver' è infatti la città di New York, vista, durante i viaggi di Travis, in tutti i suoi quartieri, dal Bronx a Manhattan, dal Queens ad Harlem. E proprio in quanto ritratto di una città, 'Taxi driver' non è un film nel senso in cui lo intende l'industria hollywoodiana, non è una vera e propria fiction: è un'opera d'arte, un affresco davanti a cui restare, nel bene o nel male, impressionati.

Recentemente, 'Collateral' ha presentato la storia di un altro tassista americano (questa volta di Los Angeles), coinvolto anch'egli in un certo senso nel clima di delinquenza cittadina, ma l'effetto della pellicola è stato diametralmente opposto: il film di Michael Mann rimane infatti decisamente mainstream, dotato cioè di una trama (in questo caso thriller) ben definita e a suo modo appassionante, con qualche breve stacco dedicato alla città; nel film di Martin Scorsese invece i brevi stacchi sono riservati alla trama, e tutto il resto è la città, New York, di cui Travis è in fondo il simbolo e il rappresentante ideale. Un film forse non perfetto ma carico, pregno di significati, di gusto visivo, di spirito civile e di intelligenza. Uno dei capolavori del cinema americano.

Filmografia essenziale di Cybill Shepherd (18/2/1950): L'ultimo spettacolo (1971) | Il mistero della signora scomparsa (1979) | Moonlighting (1985/1989, telefilm) | Alice (1990) | Cybill (1995/1998, telefilm)


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