Superman returnsSuperman è sempre stato il primo: il primo vero supereroe della storia del fumetto (creato nel 1938, un anno prima di Batman e 24 anni prima di Spider-Man), il primo ad avere una serie di film a lui dedicati ormai quasi trent'anni fa, il primo a morire e risorgere, il primo a fare il suo ingresso nell'immaginario collettivo, il primo ad entrare in crisi come personaggio e a sembrare come il prodotto di un'altra epoca, più ingenua e ottimista. Superato, negli ultimi anni, dalla notorietà di 'Spider-Man', 'X-Men' e perfino del compagno di scuderia 'Batman', la Dc ha deciso recentemente di puntare nuovamente sull'uomo d'acciaio sia con una serie di iniziative fumettistiche, sia, soprattutto, con un nuovo film, il quinto dopo 19 anni di pausa, intitolato 'Superman returns'.
Grazie ad una regia visivamente molto interessante di Bryan Singer, che coi supereroi ha già avuto a che fare nei due primi capitoli di 'X-Men', 'Superman returns' è prima di tutto una piccola gioia per gli occhi più che non per la testa: se, infatti, la sceneggiatura non presenta nessuna innovazione rispetto ai capitoli precedenti né dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi né da quello della trama, è soprattutto sul piano visivo che il film si fa notare, con inquadrature azzeccate ed originali e un senso generale di grandeur che, supportata da effetti speciali praticamente perfetti, rende benissimo l'idea delle avventure del personaggio. Un film forse inutile, quindi, ma che dimostra ancora una volta da un lato il talento di Singer, che evidentemente ha avuto in questi anni ampie frequentazioni col mondo del fumetto e ne ha saputo cogliere i tagli più spettacolari (qualcuno, non sbagliando, ha visto anche parecchi parallelismi con lo stile del disegnatore Alex Ross), dall'altro i progressi della tecnica, che mette ora a disposizione dei visual effects decisamente più efficaci e realistici di trent'anni fa.
Rimane da dire, però, che dal punto di vista narrativo era lecito aspettarsi qualcosa di meglio da questo Superman, che rimane un personaggio superato e piuttosto piatto, e soprattutto dal suo cast, dove emerge solo un Kevin Spacey che però, qua e là, gigioneggia troppo; decisamente inconsistenti, invece, sia l'impacciato Brandon Routh che la scialba Kate Bosworth, scelta per interpretare Lois Lane. Una mezza delusione.
Filmografia essenziale di Kate Bosworth (2/1/1983): L'uomo che sussurrava ai cavalli (1998) | Il sapore della vittoria (2000) | Le regole dell'attrazione (2002) | Wonderland (2003) | Parole d'amore (2005) Recensioni che parlano di Superman returns: Spider-Man | Buena Vista Lab #2 - Alias | Lanterna Verde Speciale #1 | Le avventure di Superman #1 | Nikita, episodio 1.4 - Carità Articoli che parlano di Superman returns: Wolverine, un film da protagonista | Pronto il primo teaser di 'Ghost Rider' | Batwoman lesbica, Superman forse gay | Planeta DeAgostini riporta la Dc in edicola (con qualche inciampo) Premi e nomination di Superman returns: Oscar 2007 (1 nomination)
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