Inside manUn genere classico della Hollywood del secondo dopoguerra è il film di rapina: spesso interpretato da attori pieni di fascino e carisma come Frank Sinatra, giocato sui ritmi dello swing e sui temi delle 'adorabili canaglie', è un genere scanzonato, quasi una commedia mascherata da film d'azione. Negli ultimi anni, grazie a George Clooney e a 'Ocean's eleven' e relativi seguiti, il genere è ritornato di moda, rimettendo in campo, più o meno, lo stesso stile del passato.
Ben diverso è però 'Inside man', ultima fatica del maestro americano Spike Lee, che negli ultimi tempi ha in buona misura messo da parte i temi legati alla comunità afroamericana per dedicarsi a pellicole di più ampio respiro. Dopo il bello e intimista 'La 25ª ora', infatti, ecco di nuovo un delinquente bianco e istruito, un antieroe positivo a cui fa da contraltare in questo caso l'attore preferito da Lee, Denzel Washington, abile nel dipingere l'altra faccia della medaglia rappresentata da Clive Owen; un dramma da rapina che prende qualcosa anche dai film di negoziazione di ostaggi ('Il negoziatore' su tutti) ma che si fa notare soprattutto per qualche breve ma interessante riferimento alla situazione sociale degli Stati Uniti, crogiuolo di nazionalità, lingue e colori della pelle diversi, regno della discriminazione ma, paradossalmente, anche dell'accoglienza, della libertà ma anche di un'ospitalità a volte offerta pure a criminali di guerra.
Un buon film di tensione, quindi, non esente da pecche ma capace anche di nasconderle dietro ad un'abilissima regia e ad alcune convincenti prove d'attore; un discreto compromesso tra i blockbuster hollywoodiani ed il cinema d'autore.
Filmografia essenziale di Spike Lee (20/3/1957): Fa' la cosa giusta (1989) | Malcolm X (1992) | Clockers (1995) | He got game (1998) | La 25ª ora (2002)
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