Il pianistaDi film sulla tragedia degli ebrei durante la seconda guerra mondiale ce ne sono ormai a iosa, e alcuni anche molto belli (da 'Schindler's list' a 'Train de vie'), eppure il genere non sembra conoscere cali né qualitativi né di pubblico, cosa che è sicuramente un bene.
Ci si è cimentato anche Roman Polanski con questo genere, e lui più di altri ne aveva il diritto: ebreo polacco, 'Il pianista' narra indirettamente anche la sua storia e quella della sua famiglia. E per raccontare Polanski spoglia il film, rendendolo quasi una semplice carrellata di immagini: man mano che il tempo passa e l'occupazione nazista si fa sempre più pesante scompare anche la parola dalla bocca dei protagonisti, un po' perché sono scomparsi gli stessi interlocutori, un po' perché le immagini parlano da sole, un po' perché non c'è proprio più niente da dire. Ed infatti la parola torna solo alla fine, stentata e intimidita davanti ad un tedesco che per una volta si dimostra prima di tutto un uomo. E così i fatti veramente vissuti da Szpilman diventano una sorta di documentario della vita del ghetto, delle sue miserie e delle sue sconfitte.
Un film che aiuta a capire che gli ebrei non furono perseguitati e non morirono solo nei campi di concentramento, lontani dagli occhi dei civili, ma anche nelle loro stesse città, tra i loro stessi amici e conoscenti, umiliati e poi sterminati a sangue freddo. Un film molto bello anche se (o forse proprio perchè) molto scarno.
Filmografia essenziale di Roman Polanski (18/8/1933): Per favore non mordermi sul collo (1967) | Rosemary's baby (1968) | Tess (1979) | Frantic (1988) | Oliver Twist (2005) Recensioni che parlano di Il pianista: Oliver Twist Premi e nomination di Il pianista: Oscar 2003 (3 premi e 4 nomination)
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