Il mistero dell'acquaLa Bigelow non ci aveva per niente convinto col suo film precedente, 'Strange days' (ma se è per questo non aveva convinto neppure Nanni Moretti, che lo criticava in 'Aprile'). 'Il mistero dell'acqua' (perchè non tradurlo letteralmente in 'Il peso dell'acqua', titolo tra l'altro anche del libro da cui è tratto? Mah...) è migliore, meno banale, meno scontato, meno trendy.
Ma siamo davanti ancora a un film incompleto, che vorrebbe dire ma non riesce. Due storie corrono parallele, una ambientata nel presente, una nel passato. Dalle inquadrature e dal montaggio si è portati a supporre che tra le due trame ci sia un collegamento, che in pratica anche oggi si stiano per ripetere gli stessi fatti accaduti cent'anni prima. Ma questo non succede. Accade invece qualcos'altro. E allora? Che senso aveva quel montaggio incrociato? Ma anche solo quella trama che si dipana ad intreccio? Si fa un po' il verso a 'La donna del tenente francese', ma senza riuscirci appieno. I personaggi di oggi non si identificano in quelli di ieri, tra loro non scatta nessuna molla. C'è solo un po' di curiosità verso il passato, ma nemmeno troppa.
Un peccato, perchè c'erano buone carte da giocare. C'era Sean Penn. C'era una brava Catherine McCormack. Una bella Liz Hurley (la fidanzata o ex-fidanza, abbiamo perso il conto, di Hugh Grant), peraltro sfruttata malissimo in un personaggio che dovrebbe essere provocante ma sembra solo cretino. C'era un bel mistero ottocentesco, la cui conclusione è però chiara dopo 20 minuti. E c'era una regista che sa fare il suo mestiere, sa costruire le immagini e inquietare, ma non riesce - ancora - a metterle in una sequenza valida.
Filmografia essenziale di Sean Penn (17/8/1960): Carlito's way (1993) | Dead man walking (1995) | La sottile linea rossa (1998) | Accordi e disaccordi (1999) | Mystic River (2003) Recensioni che parlano di Il mistero dell'acqua: Festen
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