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Il diario di Bridget Jones

Il diario di Bridget Jones
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titolo originale: Bridget Jones's diary
Uk/Francia, 2001, 97 min.
regia: Sharon Maguire
sceneggiatura: Helen Fielding, Andrew Davies e Richard Curtis (dal romanzo 'Il diario di Bridget Jones' di Helen Fielding)
con: Renée Zellweger, Hugh Grant, Colin Firth, Gemma Jones, Jim Broadbent, Shirley Henderson, Felicity Montagu, James Callis
data recensione: 28 febbraio 2003
autore: Ci ed -EF
visite: 13185
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voto recensore: 8/10
voto utenti: 8/10 (11 voti)

'Il diario di Bridget Jones', che ha recentemente dato un volto e una dimensione visiva all'eroina di Helen Fielding, è sicuramente, oltre che uno dei film di maggiore incasso della stagione, una commedia esilarante e riuscita, anche se a differenza del libro da cui trae spunto non riesce a riprodurre in profondità quella forma diaristica a cui si doveva molta della 'confidenza' tra scrittrice e lettrice di cui avevamo parlato riguardo al volume cartaceo, finendo così di conseguenza per presentare pure le insicurezze della protagonista con un po' più di distacco e freddezza.

Se Bridget, o meglio l'interiorità di Bridget, viene messa quindi un po' in disparte (anche per evidenti differenze di linguaggio tra i due mezzi comunicativi), gli sceneggiatori hanno fatto assumere un ruolo primario alla love story tout court, trascurando o mettendo in secondo piano ad esempio gli amici: tutto si centra quindi sul triangolo tra Bridget (la bravissima e realistica Renée Zellweger, ingrassata per l'occasione), Daniel (uno Hugh Grant sempre a suo agio nei panni dello sciupafemmine) e Mark (Colin Firth, un attore non di grande fama ma già interprete di 'Febbre a 90°', il primo film tratto dai romanzi di Nick Hornby, altro grande giovane scrittore inglese). E questo triangolo è un triangolo con tutti i crismi del genere: fraintendimenti, bugie, amori che sbocciano, litigi, scazzottate, il tutto condito da una salsa amara che rappresenta il sarcasmo con cui Bridget è costretta spesso a guardare alla propria situazione di single sbadata e pasticciona, astiosa e tormentata.

Il film si distacca molto, quindi, dal libro, ma è comunque un prodotto ben riuscito, in certi punti addirittura migliore della sua fonte (ad esempio nel finale) e, soprattutto, riesce comunque a far coinvolgere lo spettatore. Da gustare, forse anche più del libro.

Filmografia essenziale di Renée Zellweger (continua nella sua biografia): Jerry Maguire (1996) | Chicago (2002) | Ritorno a Cold Mountain (2003) | Abbasso l'amore (2004) | Miss Potter (2006)


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