Il castello errante di HowlI film a cartoni animati hanno, com'è evidente anche ai profani, tempi di produzione notevolmente maggiori rispetto a quelli con attori in carne ed ossa: spesso dall'idea iniziale alla realizzazione definitiva passano degli anni, e le ore effettive di lavoro sono incomparabilmente maggiori di quelle che servono per un film dal vero. Cosa spinge, quindi, ancora oggi i produttori a investire in pellicole così impegnative sia dal punto di vista lavorativo che economico?
La domanda la si potrebbe porre, oggigiorno, in primis al regista e animatore giapponese Hayao Miyazaki, definito il Walt Disney del Sol levante sollevando un paragone forse irrispettoso verso la statura di questo autore, che per molti versi non ha nulla da invidiare al creatore di Topolino, ma di sicuro effetto per comprenderne la caratura. Miyazaki è infatti il regista che più di tutti, ci sembra, in questi ultimi anni ha saputo cogliere il lato magico dei cartoni animati, la possibilità che essi hanno di rendere letteralmente possibile l'impossibile. Nel cinema hollywoodiano di oggi, infatti, nulla è più impensabile: gli effetti speciali soccorrono qualsiasi sceneggiatore, e anzi spesso è valida l'equazione secondo la quale più effetti speciali s'inseriscono in una pellicola, più questa avrà successo; per Miyazaki, invece, il principio di base è profondamente diverso, anche se lo scopo è sempre quello di stupire: più che le cose che accadono sulla scena, infatti, la magia del disegno colora gli ambienti e i personaggi, cioè la natura più intima della storia, non cercando quindi di riempirci gli occhi di inseguimenti ed incendi ma di mostrarci come il mondo che abbiamo anche noi davanti agli occhi sia stracolmo di stranezze, 'magie' e situazioni apparentemente inspiegabili.
'Il castello errante di Howl', film prodotto nel 2004 ma che agli Oscar, per la lentezza con cui gli Stati Uniti distribuiscono il materiale straniero, arriva solo ora, è quindi l'ennesimo esempio di come Miyazaki sappia cogliere il lato giocoso ma, allo stesso tempo, profondamente drammatico della vita, lanciando strali contro tutte le guerre e, indirettamente, anche contro i concetti di patria e nazione (d'altronde, Howl è un vagabondo del mondo, come dimostra in maniera divertente la sua porta di casa), un esempio della fantasia dirompente, e a tratti perfino difficile da controllare all'interno di una storia dotata di un senso chiaro e definito, di un autore che è, lo ribadiamo, l'unico in grado di portare avanti una propria autentica poetica con un mezzo importante come l'animazione. Forse non il suo film migliore, ma dotato comunque di alcuni momenti magistrali.
Filmografia essenziale di Hayao Miyazaki (continua nella sua biografia): Lupin III (1971, serie a cartoni animati) | Conan ragazzo del futuro (1978, serie a cartoni animati) | Nausicaä della valle del vento (1984) | Il mio vicino Totoro (1988) | La città incantata (2001) Articoli che parlano di Il castello errante di Howl: Oscar: 'I segreti di Brokeback Mountain' in cima anche alle nomination | Haggis fa il bis agli Oscar: a sorpresa vince 'Crash' Biografie che parlano di Il castello errante di Howl: Hayao Miyazaki Approfondimenti e speciali che parlano di Il castello errante di Howl: I film che ci aspettano a settembre Premi e nomination di Il castello errante di Howl: Oscar 2006 (1 nomination)
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