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Gosford Park

Gosford Park
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Uk/Usa/Germania/Italia, 2001, 137 min.
regia: Robert Altman
sceneggiatura: Julian Fellowes (a partire da un'idea di Robert Altman e Bob Balaban)
cast: Kelly Macdonald, Clive Owen, Maggie Smith, Michael Gambon, Kristin Scott Thomas, Ryan Phillippe, Camilla Rutherford, Jeremy Northam, Bob Balaban
data recensione: 14 febbraio 2003
autore: -EF
visite: 2241
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voto recensore: 10/10
voto utenti: 6.6/10 (5 voti)

Uno stupendo dramma di gruppo: questa riteniamo sia la definizione migliore per il film con il quale Altman s'è presentato agli Oscar dello scorso anno. Sette nomination, purtroppo una sola vittoria, per la miglior sceneggiatura originale (strameritato). Forse l'avrebbe meritato anche lo stesso Altman, per la regia.

Anni '30. In una villa di campagna inglese si riunisce una serie di nobili tra loro imparentati, e assieme a loro i relativi valletti, paggi, accompagnatori vari. Ci sarà un omicidio - per la verità abbastanza avanti nel film, ma d'altronde non è questo l'aspetto più interessante della pellicola - con conseguenti sospetti e dubbi. Il giallo non è male, anzi, grazie ad un paio di buoni colpi di scena, ma ciò che risalta è soprattutto l'affresco di gruppo che la pellicola riesce a dare ad una società in decadenza come quella nobiliare dell'Inghilterra subito prima della seconda guerra mondiale. Dopo la Grande Guerra l'Inghilterra aveva ormai perso il suo primato, anche se ci sarebbe voluto ancora un po' prima che la sua elite se ne rendesse conto compiutamente. Anzi, fece di tutto per non accorgersene: ed ecco quindi il tipico attaccamento ai rituali, alla separazione in caste, i nobili al piano di sopra e gli umili al piano di sotto, i nobili che si chiamano per nome e gli umili chiamati coi nomi dei padroni, perchè tanto loro non hanno importanza.

Un film maestoso e magistrale, un saggio su come si usa la macchina da presa, su come si dirigono gli attori (in gran parte caratteristi minori, non star), su come si scrive una sceneggiatura (il meccanismo è praticamente perfetto), su come si scelgono gli esterni e le scenografie. Da studiare e imitare, insomma.

Filmografia essenziale di Robert Altman (20/2/1925): Mash (1970) | Il lungo addio (1973) | Nashville (1975) | I protagonisti (1992) | Il dottor T e le donne (2000)


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