Good night, and good luckAcclamatissimo al Festival di Venezia e salutato, da molti critici, come il vincitore morale della manifestazione (nonostante abbia comunque portato a casa la Coppa Volpi per il miglior attore protagonista e il premio alla sceneggiatura), 'Good night, and good luck' è uno di quei film che arrivano nelle sale preceduti della loro fama ma poi finiscono, forse proprio per questo, almeno in parte per deludere.
Sia chiaro: la seconda pellicola da regista di George Clooney è un ottimo film, interpretato magistralmente e carico di importantissimi, oggi più che mai, valori morali, ma non è certo il film perfetto che la stampa, nelle settimane scorse, ha tentato di presentarci. A metà via tra 'Fahrenheit 9/11' e 'Dentro la notizia', tra documentario e fiction, il film di Clooney ha l'ambizione di far rivivere la figura carismatica e mitica di Edward R. Murrow, storico giornalista prima radiofonico e poi televisivo della Cbs, quello, si dice nel film, che riuscì a porre fine alla caccia alle streghe anticomunista del famigerato senatore McCarthy. Tutto vero e tutto oltremodo utile al giorno d'oggi, davanti ad un giornalismo che non è più sfida al potere (in Italia, a dire la verità, non lo è quasi mai stato; in America ogni tanto sì) ma solo accondiscendenza, lecchinaggio e ipocrisia: ma anche un tema trattato in maniera decisamente poco omogenea da Clooney, che non riesce mai a porre le questioni al centro del film, distraendosi continuamente o con i rapporti all'interno dello staff di Murrow, o con le storie personali dei suoi colleghi. Il difetto di 'Good night, and good luck' è insomma quello di non riuscire a focalizzare in realtà il problema, è il fatto che la storia di Murrow, di McCarthy e in generale dell'America degli anni '50 è già data per assodata, e il film si propone solo di disegnarne uno squarcio, senza accollarsi la briga di spiegare un problema che si dà per già noto.
Non è un difetto da poco, si badi bene: quanti, in Italia, conoscevano la figura di Murrow prima di questo film? E quanti la conoscevano, grazie ad articoli e approfondimenti, quando sono andati a vedere la pellicola? Con un tema così importante e attuale, si sarebbero potute tirar fuori 2 ore abbondanti di intenso dramma giornalistico: Clooney ha preferito invece un'oretta e mezza (ma molti minuti se ne vanno in canzoni e stacchi) dove la tensione non cresce mai, dove la sfida a McCarthney passa in mezzo a tante altre cose e dove tutto sembra non entrare mai veramente nel vivo. Recitato splendidamente, dotato di alcuni passaggi veramente azzeccati e di un gusto per l'inquadratura molto interessante, ma alla fin fine un film che lascia l'amaro in bocca per quello che avrebbe potuto essere, e che non è stato.
Filmografia essenziale di David Strathairn (26/1/1949): La città della speranza (1991) | Amori e amicizie (1992) | Il socio (1993) | L'ultima eclissi (1995) | L.A. Confidential (1997) Recensioni che parlano di Good night, and good luck: Crash - Contatto fisico | I segreti di Brokeback Mountain | Ocean's eleven Articoli che parlano di Good night, and good luck: Venezia: premiati Ang Lee e Giovanna Mezzogiorno | Agli Oscar europei trionfa 'Niente da nascondere' | Nomination ai Golden Globe: 'Brokeback mountain' in vetta | 'I segreti di Brokeback mountain' vince anche ai Golden Globes | Oscar: 'I segreti di Brokeback Mountain' in cima anche alle nomination | Haggis fa il bis agli Oscar: a sorpresa vince 'Crash' Biografie che parlano di Good night, and good luck: George Clooney Premi e nomination di Good night, and good luck: Oscar 2006 (6 nomination) | Golden Globe 2006 (4 nomination)
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