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Fahrenheit 9/11

Fahrenheit 9/11
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Usa, 2004, 122 min.
regia e sceneggiatura: Michael Moore
cast: Michael Moore, Byron Dorgan, Abdul Henderson, Lila Lipscomb, Jim McDermott
data recensione: 2 settembre 2004
autore: -EF
visite: 4624
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voto recensore: 9/10
voto utenti: 5.72/10 (11 voti)

'Fahrenheit 9/11' non è un film, e a dire la verità nemmeno un documentario: è un pamphlet, un saggio, un atto di accusa, e il bersaglio principale di quest'atto d'accusa è George W. Bush, il presidente degli Stati Uniti. Bersaglio più grosso non si poteva prendere, ma forse proprio qui sta il motivo del successo delle due ore sfornate da Michael Moore, già vincitore dell'Oscar l'anno scorso con 'Bowling a Columbine': nel presentare tutte le falsità, ipocrisie ed idiozie che stanno dietro all'uomo più potente del mondo.

E a nostro avviso questo disvelamento viene condotto in maniera onesta e corretta, senza cadere nella faziosità: Moore dichiara, fin dalla prima scena del suo documentario, da che parte sta, senza per questo forzare i propri documenti o stravolgerli. Semplicemente li presenta in maniera a volte sconvolgente, altre volte dissacrante ed ironica: li mette sul tavolo, che si tratti di riprese, fogli, interviste, discorsi dello stesso Bush e del suo staff; soprattutto li mette a disposizione di telespettatori che troppo spesso non riescono a cogliere la straordinaria assurdità di quello che passa sotto il loro naso. Ma 'Fahrenheit 9/11' non è solo invettiva: una consistente parte del lungometraggio è infatti dedicata al dolore e alle storie di americani e iracheni, a partire dalla toccante scena senza immagini dell'attacco alle Torri gemelle fino alle famiglie dei caduti al fronte, passando per la paura, la rabbia e l'incoscenza di iracheni e americani che ancora si fronteggiano sul suolo asiatico.

Un messaggio che va alla testa, quindi, ma colpisce anche al cuore, che si fa via via più dimesso ma insieme più efficace. La bravura di Moore sta anche in questo, nel saper toccare le corde giuste, nel dar voce a chi non viene ascoltato da nessuno, dall'ultimo disoccupato fino alle famiglie patriottiche. Un documentario che da atto d'accusa diventa, in breve, ritratto di un'America vitale ed insieme confusa, sofferente ma orgogliosa, che troppo spesso si deve inchinare agli interessi di una piccola, troppo piccola elite.

Filmografia essenziale di Michael Moore (23/4/1954): Roger & me (1989) | Operazione Canadian bacon (1995) | Bowling a Columbine (2002) | Sicko (2007) | Capitalism - A love story (2009)


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