Crash - Contatto fisicoAlla fine, a sorpresa, ha vinto 'Crash - Contatto fisico': tutti davano per strafavoriti i cowboy gay di 'I segreti di Brokeback Mountain' o, al limite, in seconda battuta, il 'Munich' di Steven Spielberg o il 'Good night, and good luck' di George Clooney, e invece il pronostico è stato rovesciato all'ultimo momento, premiando il film corale di Paul Haggis, che già l'anno scorso aveva portato alla vittoria 'Million dollar baby' (anche se si era lasciato sfuggire il 'suo' premio, quello per la sceneggiatura).
A dire la verità, però, né 'Crash', né 'Brokeback Mountain', né 'Munich' o 'Good night, and good luck' sono in fondo dei film completamente riusciti: eccessivi nell'uno o nell'altro senso, spesso privi di mordente o troppo asettici, raramente, se non nel caso di Ang Lee, hanno saputo davvero emozionare, nonostante tutti raccontassero storie dure e a modo loro toccanti. Più che dei sentimenti, insomma, è stato l'Oscar dell'impegno, ed è quindi logico che 'Crash' sia il vincitore assoluto della manifestazione: più che un film o una storia, la pellicola di Haggis è infatti un saggio sulla difficile convivenza tra etnie diverse nella Los Angeles attuale, un saggio che vuole cercare di andare al di là dei luoghi comuni e presentare le ragioni di ognuno, sia dell'arrogante che del mite, sia dell'integrato che dell'orgoglioso. Un film, quindi, che non può non interessare e intrigare, anche se risulta un po' troppo schematico nel suo tentativo di non essere banale e manifesta molti debiti nei confronti di 'Grand canyon', film di Lawrence Kasdan che già nel 1991 presentava atmosfere simili.
Nonostante le ottime prove di alcuni attori del cast (Don Cheadle, Matt Dillon, ma soprattutto gli interpreti minori), la cosa che però disturba di più è l'estremo fatalismo che Haggis aveva già manifestato in 'Million dollar baby' e che qui si conferma chiave di volta dell'intero film: al di là dei pregiudizi razziali, nessun personaggio di questo film è veramente padrone di se stesso e delle proprie azioni, che appaiono invece quasi sempre regolate solo dal fato, dal caso, dalle situazioni. Ed è un fatalismo pessimista: se davanti agli odi e ai rancori ci può salvare solo il caso (come possono essere dei proiettili caricati a salve), significa che l'uomo non è in fondo ancora maturo per salvarsi da solo.
Filmografia essenziale di Thandie Newton (6/11/1972): Intervista col vampiro (1994) | Mission: impossible II (2000) | The truth about Charlie (2002) | The chronicles of Riddick (2004) | E.R. (2004/2005, telefilm) Recensioni che parlano di Crash - Contatto fisico: Related, episodio 1.1 - Moving out, moving in, moving on Articoli che parlano di Crash - Contatto fisico: Nomination ai Golden Globe: 'Brokeback mountain' in vetta | 'I segreti di Brokeback mountain' vince anche ai Golden Globes | Oscar: 'I segreti di Brokeback Mountain' in cima anche alle nomination | Haggis fa il bis agli Oscar: a sorpresa vince 'Crash' | Addio a un'altra coppia hollywoodiana: la Witherspoon e Philippe si lasciano Biografie che parlano di Crash - Contatto fisico: Sandra Bullock Premi e nomination di Crash - Contatto fisico: Oscar 2006 (3 premi e 3 nomination) | Golden Globe 2006 (2 nomination)
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