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Che pasticcio, Bridget Jones!

Che pasticcio, Bridget Jones!
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titolo originale: Bridget Jones: the edge of reason
Gb/Francia/Germania/Irlanda/Usa, 2004, 108 min.
regia: Beeban Kidron
sceneggiatura: Andrew Davis, Helen Fielding, Richard Curtis e Adam Brooks (tratto dal romanzo omonimo di Helen Fielding)
cast: Renée Zellweger, Colin Firth, Hugh Grant, Jacinda Barrett, Sally Phillips, Gemma Jones, Jim Broadbent
data recensione: 9 gennaio 2005
autore: -EF
visite: 5045
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voto recensore: 6/10
voto utenti: 6/10 (12 voti)

Se 'Il diario di Bridget Jones' aveva appassionato milioni di donne e lanciato definitivamente Renée Zellweger nell'olimpo delle star, il secondo capitolo della saga non ha fatto altro, in queste poche settimane, che ricevere giudizi negativi sia dai critici che dagli spettatori comuni, che alla pellicola di Beebam Kidron imputano spesso una stanca e vuota ripetizione delle gag del primo episodio.

In effetti, 'Che pasticcio, Bridget Jones!' convince meno del suo predecessore, soprattutto a causa della regia un po' troppo incerta di Kidron e di un canovaccio eccessivamente ripetitivo: la Fielding prima, già a livello del libro, ed i suoi collaboratori poi hanno in sostanza tentato di riproporre la medesima identica storia ma in maniera decisamente meno lineare, trovandosi tra le mani una regia lenta e degli attori, escludendo la Zellweger, stanchi e demotivati. Hugh Grant e Colin Firth, insomma, finiscono ancora per fare a botte per Bridget senza che in realtà vi sia alcun motivo per farlo, ma soprattutto manifestano una verve da casa di riposo, rivelandosi entrambi incredibilmente invecchiati. A reggere tutto il peso del film è così, per forza di cose, Renée Zellweger, ancora una volta perfettamente a proprio agio nei panni di Bridget, brava a rendere il carattere ambiguo del personaggio, a metà via tra l'oca giuliva, l'adorabile pasticciona e la femme fatale d'altri tempi.

Un film che, anche se non può rivaleggiare col primo, è stato forse trattato troppo duramente e che conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, la duttilità e versatilità di una delle attrici più interessanti di questi ultimi anni. Da vedere in videocassetta o in tv: al cinema, forse, non ne vale la pena.

Filmografia essenziale di Colin Firth (10/9/1960): Febbre a 90° (1997) | Shakespeare in love (1998) | L'importanza di chiamarsi Ernest (2002) | La ragazza con l'orecchino di perla (2003) | Love actually - L'amore davvero (2003)


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