Caro diarioIn genere Nanni Moretti o lo si ama o lo si odia: sempre estremo, spesso megalomane, ha sfornato solo recentemente il suo primo film 'normale', 'La stanza del figlio', ovvero sviluppato secondo una trama coerente e con personaggi almeno in parte autonomi dagli attori che li interpretano.
Prima Nanni Moretti era invece l'autore ed insieme il personaggio dei suoi film, nonostante si nascondesse dietro nomi fittizi: una finzione che ha abbondato in 'Caro diario', quello che riteniamo il suo più grande lavoro ed insieme il punto di sintesi della sua poetica. Un film che, a differenza di tutti i precedenti, non fa ridere e non vuole far ridere (almeno non come primo intento), un film che non racconta storie ma impressioni, idee, sensazioni e che meglio di ogni altro esempio precedente riesce a mediare invenzione ed autobiografia, vita vera e poesia. I tre episodi in cui la pellicola si divide ('In vespa', 'Isole' e 'Medici') mettono insieme le passioni di Nanni (la vespa, Roma, il ballo, il cinema) ed le sue manie (la volontà di isolarsi, il buio, l'antimondanità e tante altre piccole cose), grazie ad un lavoro di sceneggiatura quasi perfetto e ad un gusto per l'inquadratura che solo i grandi registi manifestano (le immagini di Roma nella prima parte sono indimenticabili).
Insomma, forse il film che meglio sintetizza lo stile ed i concetti di fondo del credo del regista romano e quello che più facilmente (a parte 'La stanza del figlio', che però di propriamente 'morettiano' non ha molto) può essere amato anche da un pubblico eterogeneo. Indubbiamente uno dei migliori film italiani degli ultimi vent'anni.
Filmografia essenziale di Nanni Moretti (continua nella sua biografia): Io sono un autarchico (1976) | Ecce bombo (1978) | Bianca (1983) | Palombella rossa (1989) | La stanza del figlio (2001) Recensioni che parlano di Caro diario: The L word, episodio 1.4 - Lies, lies, lies Biografie che parlano di Caro diario: Nanni Moretti
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