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Gabriele D'Annunzio

Gabriele D'AnnunzioData di nascita: 12 marzo 1863
Luogo di nascita: Pescara (Italia)
Data di morte: 1 marzo 1938
Luogo di morte: Gardone Riviera (Brescia, Italia)
Visite: 8680
Biografia: Nato a Pescara nel 1863, Gabriele D'Annunzio è figlio di Francesco Paolo Rapagnetta, borghese dedito alla bella vita che, nonostante fosse stato adottato dal ricco zio acquisito, il commerciante Antonio D'Annunzio, durante la sua vita riuscì a dissipare quasi completamente l'ingente patrimonio familiare. Gabriele, che dopo l'infanzia in Abruzzo si trasferisce a Prato per gli studi liceali, eredita dal padre sia la sfrontatezza, sia l'amore per il lusso, che cerca di incanalare però verso il successo letterario, primo in Italia a comprendere il grande potenziale dei nascenti mezzi di comunicazione di massa. Nel 1879, ad appena 16 anni e dietro finanziamento del padre, pubblica infatti la prima raccolta di poesie, 'Primo vere', che riceve buone critiche e che, grazie anche alla notizia di una sua fantomatica morte diffusa dallo stesso giovane poeta, riesce a diventare un piccolo caso letterario. Poco dopo D'Annunzio, abbandonati gli studi, si trasferisce a Roma, entrando nei salotti bene della capitale e iniziando a collaborare a vari quotidiani e riviste con lo scopo di mantenere uno stile di vita particolarmente dissoluto: nonostante il successo di romanzi come 'Il piacere', 'Trionfo della morte' e 'Le vergini delle rocce', che riescono anche a creare un pubblico di fedelissimi 'dannunziani', infatti lo scrittore si trova presto in grosse difficoltà finanziarie, anche a causa del matrimonio riparatore con la duchessa di Gallese Maria Hardouin, da cui ha tre figli. Dopo lunghe permanenze a Napoli e in Grecia, nel 1897 tenta quindi anche la carriera politica facendosi eleggere in Parlamento tra i banchi della destra ma cambiando quasi subito schieramento, all'insegna del motto 'vado verso la vita'; negli stessi anni, tra l'altro, conosce la celebre attrice Eleonora Duse a cui si lega sentimentalmente e per la quale comincia a scrivere vari drammi teatrali, tra cui il più celebre è forse 'Francesca da Rimini'. Nei primi anni del Novecento, quindi, dopo un lungo periodo trascorso in Toscana, lontano dalle grandi città, D'Annunzio concepisce un grande progetto poetico che si concretizza nel 1903 con la raccolta 'Maia' e, l'anno successivo, con 'Elettra' e 'Alcyone', quest'ultima considerata il suo capolavoro (il ciclo delle 'Laudi' continua poi nel 1912 con 'Merope' ma rimane in generale incompiuto). Sempre più indebitato, nel 1910 è poi costretto ad emigrare in Francia per sfuggire ai creditori, dedicandosi ad alcuni libretti d'opera e, soprattutto, scrivendo la sceneggiatura di 'Cabiria', primo kolossal italiano del cinema diretto nel 1914 da Giovanni Pastrone. D'Annunzio torna quindi in patria nel 1915, quando in Europa è già scoppiata la Prima Guerra Mondiale e nella penisola si discute di un'eventuale partecipazione dell'Italia al conflitto: il poeta prende la questione di petto, prima con una serie di infuocati articoli sulla stampa e poi con vere e proprie orazioni pubbliche che rendono ancora più evidente il suo spostamento dall'ambito letterario a quello politico. Con l'entrata in guerra dell'Italia, poi, nonostante l'età non più verde, compie numerose azioni dimostrative tra cui la più celebre è il volo su Vienna in cui lancia sulla città volantini propagandistici in parte scritti da lui stesso (ma, per l'eccessiva retorica e lo scarso impatto emotivo che potevano suscitare, questi erano surclassati in numero da quelli scritti da Ugo Ojetti e non erano stati neppure tradotti in tedesco). L'atto militare più serio, però, D'Annunzio lo compie a guerra conclusa: davanti al problema di Fiume, vecchia città libera che viene disputata da Italia e Jugoslavia, D'Annunzio raggruppa un discreto numero di legionari sia irredentisti che di estrema destra e marcia sulla città, conquistandola e reggendola per più di un anno, fino a quando cioè il governo italiano, giunto ad un accordo con quello jugoslavo, non gli manda contro l'esercito. Deluso dal fallimento delle proprie ambizioni politiche e nonostante la vicinanza di ideali e di retorica col nascente movimento fascista, nel 1921 D'Annunzio decide di ritirarsi nel Vittoriale degli italiani, la sua villa sul lago di Garda che negli ultimi anni della sua vita diventa un vero e proprio mausoleo dedicato a se stesso.

Carriera
Scrittore: bibliografia
1. Primo vere (1879, poesie)
2. Canto novo (1882, poesie)
3. Terra vergine (1882, racconti)
4. Il piacere (1889, romanzo) [Scheda]
5. Giovanni Episcopo (1891, romanzo)
6. L'innocente (1892, romanzo)
7. Poema paradisiaco (1893, poesie)
8. Trionfo della morte (1894, romanzo)
9. Le vergini delle rocce (1895, romanzo)
10. Sogno di un mattino di primavera (1897, teatro)
11. La città morta (1898, teatro)
12. Sogno di un tramonto d'autunno (1898, teatro)
13. La Gioconda (1899, teatro)
14. La gloria (1899, teatro)
15. Il fuoco (1900, romanzo)
16. Francesca da Rimini (1902, teatro)
17. Maia (1903, poesie)
18. Elettra (1904, poesie)
19. Alcyone (1904, poesie)
20. La figlia di Iorio (1904, teatro)
21. La fiaccola sotto il moggio (1905, teatro)
22. La nave (1908, teatro)
23. Fedra (1909, teatro)
24. Forse che sì forse che no (1910, romanzo)
25. Il martirio di San Sebastiano (1911, libretto d'opera)
26. Merope (1912, poesie)
27. Contemplazione della morte (1912, articoli)
28. Per la più grande Italia (1915, discorsi)
29. Notturno (1921, autobiografia)
30. Cento e cento e cento e cento pagine del libro segreto di Gabriele d'Annunzio tentato di morire (1935, autobiografia)

Sceneggiatore: filmografia
1. Cabiria (1914)

Frasi famose:
Memento audere semper


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