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Bob Dylan

Bob DylanPseudonimi o altri nomi: Robert Allen Zimmerman (vero nome)
Sergei Petrov (pseudonimo)
Jack Frost (pseudonimo)
Lucky e Boo Wilbury (pseudonimi)
Data di nascita: 24 maggio 1941
Luogo di nascita: Duluth (Minnesota, Usa)
Visite: 9533
Biografia: Nato a Duluth, in Minnesota, da una famiglia ebraica di origini lituane ed ucraine, ma trasferitosi ancora piccolo con la sua famiglia nel centro metallurgico di Hibbing, Bob Zimmerman (il cognome Dylan lo assumerà, anche legalmente, solo dando il via alla sua carriera discografica) inizia a suonare al liceo, formando coi suoi compagni numerose band di però breve durata. Per l'università si trasferisce a Minneapolis, dove scopre la musica folk ed inizia ad esibirsi, per poi passare, in autostop, a New York, dove arriva nel 1961 a soli vent'anni per imparare a suonare dai maestri come Woody Guthrie, il suo idolo. Dopo qualche esibizione in alcuni locali del Greenwich Village viene messo sotto contratto dalla Columbia, che nel 1962 dà alle stampe l'album d'esordio, 'Bob Dylan', contenente molte cover e in particolare un buon numero di talkin' blues tradizionali; a partire dal 1963, comunque, il suo stile comincia a farsi più personale grazie all'ottimo 'The freewheelin'', che conquista a sorpresa la vetta della classifica britannica (in America invece raggiunge la ventiduesima posizione) e presenta alcuni dei suoi più importanti classici come 'Blowin' in the wind', 'Masters of war', 'A hard rain's a-gonna fall' e 'Don't think twice, it's all right', brani spesso di protesta che rappresentano una novità clamorosa nel panorama della musica statunitense. Nel giro di un anno Dylan diventa una vera e propria celebrità: le sue canzoni sono spesso ricantate da gruppi e interpreti famosi come i Byrds, Sonny e Cher e, soprattutto, Joan Baez, che in questo periodo è anche la sua ragazza, mentre la sua figura di menestrello folk diventa una delle più rappresentative del movimento per i diritti civili, tanto che il cantante si esibisce anche alla famosa marcia su Washington in cui Martin Luther King pronuncia il suo discorso 'Ho fatto un sogno'. Nel 1964 'The times they are a-changin' insiste sulla stessa falsariga, incrementando anzi l'acume della polemica e affrontando temi caldi come quello razziale; dopo 'Another side of Bob Dylan', disco che segna una parziale battuta d'arresto nella maturazione di Dylan, nel 1965 pubblica 'Bringing it all back home', caratterizzato da una maggiore attenzione ai testi (come risulta evidente da brani come 'Subterranean homesick blues', 'Maggie's farm', 'Mr. Tambourine man' e 'It's all over now, baby blue'), a cui seguono alcune esibizioni live, in particolare quella di Newport, in cui Dylan imbraccia per la prima volta la chitarra elettrica ricevendo però sonori fischi dai suoi fans che vogliono sentirlo eseguire solo canzoni folk. La svolta è ormai nell'aria: nello stesso anno esce 'Highway 61 revisited', aperto dalla canzone 'Like a rolling stone', giudicata recentemente da una giuria di critici e produttori scelti dalla rivista 'Rolling Stone' come la più importante della storia della musica. Nel tour seguente organizza il primo nucleo di quello che diventerà poi The Band, il suo gruppo ufficiale di accompagnamento (al cui interno figurano musicisti del calibro di Al Kooper e Robbie Robertson), e ritenta la strada della musica elettrica, non trovando però ancora un pubblico in grado di accoglierla; nel novembre del 1965, infine, sposa segretamente Sara Lownds, da cui, prima del divorzio nel 1977, ha 4 figli, Jesse, Anna, Samuel e Jakob (solo quest'ultimo, però, ha seguito le orme paterne). 'Blonde on blonde', il doppio album del 1966, continua sulla strada di una fusione tra folk e rock, proponendo altri classici come 'Just like a woman' e 'Sad eyed lady of the lowlands', dedicata alla moglie Sara, ma, anche se seguito da un tour mondiale, viene ancora criticato dai fan della prima ora. La vita di Dylan è ormai frenetica: in quattro anni ha pubblicato 7 album e iniziato a lavorare ad un romanzo ('Tarantola', scritto nel 1966 ma pubblicato nel 1971), diventando il simbolo di un'intera generazione, esaltando gli animi ma anche raccogliendo le più aspre critiche. A dare una tregua a quello che, tutto sommato, è ancora un ragazzo è un incidente in motocicletta vicino a Woodstock: dopo più di un anno di pausa discografica (da cui sono stati tratte, un decennio dopo, le registrazioni di 'The basement tapes'), sul finire del '67 Dylan torna in studio di registrazione per incidere 'John Wesley Harding', album più introspettivo caratterizzato dalla hit 'All along the watchtower', poi ripresa da Jimi Hendrix. Dopo essere tornato ad esibirsi dal vivo grazie ad un concerto celebrativi per Woody Guthrie, morto quell'anno, nel 1969 pubblica 'Nashville skyline', disco country a cui fa seguire un'apparizione al raduno dell'Isola di Wight ed un rifiuto, però, a partecipare al Festival di Woodstock: i tempi sono ora veramente cambiati, e lo stesso Dylan non rappresenta più la voce più autorevole, o almeno non l'unica, della controcultura americana. Perfino i critici cominciano a voltargli le spalle e nel 1970, quando esce il doppio 'Self portrait', 'Rolling Stone' inizia la sua stroncatura dell'album con la frase 'Cos'è questa merda?'; 'New morning' e 'Planet waves' riscuotono miglior successo, ma è soprattutto la colonna sonora del film 'Pat Garrett e Billy Kid', contenente il celeberrimo brano 'Knockin' on heaven's door', che lo riporta alla ribalta. Intanto il matrimonio con Sara s'incrina, e Bob scrive 'Blood on the tracks', disco intimo e colmo di canzoni d'amore accolto benissimo dalla critica e dal pubblico, così come 'Desire', album del 1976 che si apre con la prima canzone di protesta dopo anni, la potente 'Hurricane', e si chiude con 'Sara', brano dedicato ancora una volta alla moglie. Attorno a questi anni, inoltre, Dylan si avvicina al cinema, prima interpretando un piccolo ruolo nel già citato 'Pat Garrett e Billy Kid', poi scrivendo e dirigendo 'Renaldo e Clara', che esce nel 1978 raccogliendo però pessime critiche e venendo ritirato presto dai cinema, anche se in quello stesso anno Dylan compare nel documentario 'L'ultimo valzer' con cui Martin Scorsese rende immortale il concerto d'addio di The Band. Dopo l'album 'Street legal', il cantautore di origine ebrea sconvolge ancora il mondo con un'altra metamorfosi: alla fine degli anni '70 infatti si avvicina al cristianesimo producendo tre album, 'Slow train coming', 'Saved' e 'Shot of love', quasi esclusivamente di ispirazione religiosa, che gli procurano nuove critiche da parte dei suoi vecchi fan, incapaci di capirne il cambiamento; a partire dal 1983, con l'album 'Infidels', le liriche di Dylan comunque si fanno meno ferventi, e i temi religiosi vengono, se non abbandonati, di sicuro mitigati. Dopo un nuovo matrimonio, nel 1985, con la sua corista Carolyn Dennis (da cui divorzia pochi anni dopo), torna al cinema nel 1987 con lo sfortunato 'Hearts of fire', mentre tra il 1988 e il 1990 partecipa a due album dei Traveling Wilburys, gruppo fittizio formato con gli amici George Harrison, Roy Orbison, Jeff Lynne e Tom Petty; il decennio, infine, si conclude con 'Oh mercy', album prodotto da Daniel Lanois che, dopo tanti album accolti con scetticismo, rincuora i fans. Gli anni '90, comunque, non riservano molte sorprese almeno fino al 1997, quando, dopo 7 anni di silenzio per quanto riguarda i nuovi brani e alcuni gravi problemi di salute, Dylan pubblica, ancora con Lanois, 'Time out of mind', un album finalmente più che convincente che conquista il primo Grammy della carriera dell'ex menestrello folk grazie soprattutto a 'Love sick' e alla ballata 'To make you feel my love' che, grazie ai rifacimenti di Garth Brooks e Billy Joel, gli frutta in royalties più di tutte le sue precedenti canzoni. Dopo l'Oscar conquistato nel 2001 per la canzone 'Things have changed' (tratta dal film 'Wonder boys'), anche il successivo album 'Love and theft', uscito per puro caso nella drammatica data dell'11 settembre 2001, riscuote ampi successi e ne conferma l'ottimo periodo creativo. Nel 2003, infine, scrive con Larry Charles il film 'Masked & anonymous', interpretato tra gli altri da Jeff Bridges, John Goodman, Penélope Cruz, Jessica Lange e Val Kilmer, che però ha poca diffusione, mentre più recentemente Martin Scorsese gli ha dedicato un altro documentario musicale, 'No direction home', trasmesso in contemporanea in Inghilterra e negli Stati Uniti nel settembre del 2005. Tra le recenti attività di Dylan, oltre ad un film tratto dal primo volume della sua autobiografia, c'è anche un programma sulla radio satellitare americana in cui propone la sua musica preferita.

Carriera
Cantautore: discografia
1. Bob Dylan (1962)
2. The freewheelin' Bob Dylan (1963) [Recensione]
3. The times they are a-changin' (1964)
4. Another side of Bob Dylan (1964)
5. Bringing it all back home (1965)
6. Highway 61 revisited (1965) [Tracklist]
7. Blonde on blonde (1966) [Tracklist]
8. Greatest hits (1967, best) [Tracklist]
9. John Wesley Harding (1967)
10. Nashville skyline (1969)
11. Self portrait (1970, covers e brani live)
12. New morning (1970)
13. Bob Dylan's greatest hits vol.2 (1971, best)
14. Pat Garrett and Billy the kid (1973, colonna sonora)
15. Dylan (1973, covers)
16. Planet waves (1974)
17. Before the flood (1974, live)
18. Blood on the tracks (1975)
19. The basement tapes (1975, antologia)
20. Desire (1976)
21. Hard rain (1976, live)
22. Street legal (1978)
23. At Budokan (1979, live)
24. Slow train coming (1979)
25. Saved (1980)
26. Shot of love (1981)
27. Infidels (1983)
28. Real live (1984, live)
29. Empire burlesque (1985)
30. Biograph (1985, antologia)
31. Knocked out loaded (1986)
32. Dylan & the Dead (1986, live, con i Grateful Dead)
33. Down in the groove (1988)
34. Traveling Wilburys vol.1 (1988, con i Traveling Wilburys)
35. Oh mercy (1989)
36. Under the red sky (1990)
37. Traveling Wilburys vol.3 (1990, con i Traveling Wilburys)
38. The bootleg series voll.1/3 (1991, antologia)
39. Good as I been to you (1992, covers)
40. The 30th anniversary concert celebration (1993, live, con altri artisti)
41. World gone wrong (1993, covers)
42. Bob Dylan's greatest hits vol.3 (1994, best)
43. Mtv unplugged (1995, live)
44. Time out of mind (1997)
45. The bootleg series vol.4 - Live 1966 (1998, live)
46. The essential Bob Dylan (2000, best)
47. Love and theft (2001)
48. The bootleg series vol.5 - Live 1975 (2002, live)
49. The bootleg series vol.6 - Live 1964 (2003, live)
50. The bootleg series vol.7 - No direction home (2005, colonna sonora)
51. Live at The Gaslight 1962 (2005, live)
52. The best of Bob Dylan (2005, best)
53. Live at Carnegie Hall 1963 (2005, live)
54. Modern times (2006)
55. Dylan (2007, best)
56. The bootleg series vol.8 - Tell tale signs (2008, antologia)

Attore: filmografia
1. The madhouse on Castle Street (1963, film per la tv)
2. Pat Garrett e Billy Kid (1973)
3. Hard rain (1976, film per la tv)
4. Renaldo e Clara (1978, anche sceneggiatore e regista)
5. Hearts of fire (1987)
6. Ore contate (1990, non accreditato)
7. Paradise cove (1999)
8. Dharma & Greg, episodio 3.4 (1999, telefilm)
9. Masked and anonymous (2003, anche sceneggiatore)

Scrittore: bibliografia
1. Tarantola (1971)
2. Chronicles - Volume 1 (2004, autobiografia)

Frasi famose:
Per vivere senza leggi bisogna essere persone oneste.

Io accetto il caos, ma non son sicuro che lui accetti me.


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